ANDREA SPINELLI
Cronaca

"Un tour che riscrive i brani pop". Britti esplora le sue radici musicali

L’artista lunedì sarà a Sansepolcro con “feat.pop“ un viaggio nei successi questa volta in chiave “più colta“

L’artista lunedì sarà a Sansepolcro con “feat.pop“ un viaggio nei successi questa volta in chiave “più colta“

L’artista lunedì sarà a Sansepolcro con “feat.pop“ un viaggio nei successi questa volta in chiave “più colta“

SANSEPOLCRO (Arezzo)

Il primo disco non si scorda mai. Soprattutto se è quello che t’ha cambiato la vita. Lo sa bene Alex Britti (nella foto), atteso lunedì prossimo a Sansepolcro, sul palco di Ppiazza Torre di Berta, con le canzoni del suo album di debutto “it.pop”. Oddio, “debut album” nel senso pieno del termine no, anche se lui si ostina a considerarlo tale. Tant’è che, oltre 25 anni dopo, ha iniziato a reinventarlo con la complicità di amici importanti. A primavera è arrivata in radio una nuova versione di “Oggi sono io” con Marco Mengoni e all’inizio dell’estate una rappata di “Solo una volta” con Clementino. "Ma a fine estate pubblicherò ‘Gelido’ con Mario Biondi e, a seguire, ‘Se non ci sei’ con Marco Masini" anticipa il chitarrista romano, 57 anni appena compiuti. "Questo tour l’ho intitolato ’Feat.pop’ perché nasce dal desiderio di rileggere ‘It.pop’ in chiave odierna".

Quale aspetto le piace di più dello show?

"L’opportunità di riportare i brani alla forma in cui sono nati. Permettendo alla gente di cantarli con una veste musicale un po’ più ‘colta’ di quella pop con cui li può ascoltare su disco".

Una ventina di anni fa il tour con Edoardo Bennato. Oggi con chi le piacerebbe condividere il palco?

"Mio figlio m’ha fatto scoprire Alfa che mi piace un sacco sia per come scrive che per il modo in cui ragiona. Andare in tour assieme non sarebbe male, perché metterebbe a confronto due generazioni proprio come accadde con Bennato, anche se a parti invertite".

Suo figlio si chiama Edoardo: la prima canzone (non sua) che gli ha fatto ascoltare?

"Non me lo ricordo, però posso dire che Edo a soli 8 anni riconosce la musica di Hendrix in mezzo a mille… è proprio figlio mio. La sera, quando lo metto a letto, dice: vabbè papà, ora dormo, tanto tu vai ad ascoltare Jimi".

D’altronde la musica che gira per casa è quella.

"Già, gli album di Hendrix, di Steve Ray Vaughan, dei Beatles. Edo ogni tanto se ne esce dicendo che Hendrix non ci sta più, Vaughan non ci sta più, i Beatles neppure, a quindi il più forte chitarrista al mondo sono io. A quel punto lo stringo al petto e gli sussurro all’orecchio: amore ti voglio bene, ma non è proprio così…".

La sua ultima fatica discografica “Mojo” è di tre anni fa.

"Sto lavorando al successore già da un po’. Anzi, sette-otto brani sono già quasi finiti. E continuo a scrivere. Diciamo, quindi che con tutta probabilità il mio decimo (undicesimo - ndr) album uscirà il prossimo anno".

A fine febbraio, magari?

"A Sanremo non ci penso. Anche se un paio di brani per il Festival li avrei. L’importante è fare bella musica, se piace pure a Conti, bene, altrimenti amen".

Andrea Spinelli