REDAZIONE FIRENZE

Scuola, il 10 settembre sit-in di protesta a Firenze contro le riforme del ministro Valditara

Dalle 17, sotto la prefettura di via Cavour, la manifestazione della Cgil e di altre sigle del mondo dell’istruzione

Il ministro Giuseppe Valditara (foto Roberto Serra / Iguana)

Il ministro Giuseppe Valditara (foto Roberto Serra / Iguana)

Firenze, 30 agosto 2025 – “La scuola del ministro Valditara e la scuola reale”: con questo slogan diverse sigle del mondo dell’istruzione – tra cui Cemea (Centro esercitazione metodi educazione attiva), Cgd Toscana (coordinamento genitori democratici), Cidi Firenze (Centro iniziativa democratica insegnanti), Flc Cgil Firenze, Mce Firenze (Movimento di cooperazione educativa) e Proteo Fare Sapere Toscana – annunciano un sit-in di protesta per mercoledì 10 settembre alle 17 sotto la Prefettura di via Cavour. L’iniziativa, che si terrà a pochi giorni dall’inizio della scuola, al via il 15 settembre in Toscana, nasce per contestare le nuove indicazioni nazionali volute dal ministro, considerate un ritorno al passato e un rischio per il modello di scuola democratica previsto dalla Costituzione.

«Con particolare abilità comunicativa – si legge in una nota inviata dalle sigle che promuovono il sit-in di protesta – il ministro è riuscito nell’intento di far parlare di sé e del suo operato, orientando il discorso pubblico sui propri cavalli di battaglia, formulati a uso e consumo per il suo elettorato di riferimento: elogio della fatica e del lavoro (precario e malpagato, aggiungiamo noi), divieto di smartphone in classe, introduzione di maggiore severità nel valutare il “comportamento”, conferma da parte delle famiglie del supplente di sostegno… E’ insomma il racconto di una scuola che finalmente inizia a funzionare grazie alla cura Valditara».

«Peccato – prosegue la nota – che la realtà sia ben altra e che i veri problemi di fondo del sistema d’istruzione restino tutti quanti in piedi; basti pensare al numero-record di lavoratori a tempo determinato che anche il prossimo anno continueranno a lavorare senza prospettive di stabilizzazione, alla drastica riduzione dei docenti assegnati alle scuole (per gli istituti del territorio fiorentino 115 in meno), all’organico del personale Ata costantemente insufficiente a garantire sicurezza e sorveglianza».

All’interno di questo scenario si inseriscono le “Nuove indicazioni nazionali”, il documento che rappresenta la “carta d’identità” della scuola italiana e ne orienta le finalità. Secondo Flc Cgil e le altre associazioni, queste nuove indicazioni «sono state calate dall’alto senza alcun tipo di confronto e discussione, e sono unanimemente giudicate un anacronistico ritorno al passato, un vero e proprio schiaffo alla riflessione pedagogica più attuale, nonché uno strumento per l’affermazione di un’idea di scuola gerarchica, selettiva e di stampo sovranista».

«Attraverso questa operazione infatti – sottolineano – il ministro Valditara tenta di affondare un colpo mortale alla scuola della Costituzione, per rimodellare il sistema di istruzione secondo una visione ideologica dell’educazione, basata più su un acritico principio di autorità che sulla costruzione di una coscienza democratica, su un approccio assimilazionista verso la multiculturalità, su una precoce differenziazione tra “chi è portato per studiare” e chi no, su un ritorno alla lezione tradizionale e trasmissiva come principale se non unico metodo di insegnamento».

«Ci rivolgiamo al mondo della scuola, alle famiglie e agli studenti, ma lanciamo un appello anche a tutte e tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia (cittadine e cittadini, associazioni, movimenti, istituzioni): siamo ancora in tempo, uniamoci per fermare questo progetto», l’appello in vista della manifestazione del 10 settembre, ma anche del 18 ottobre, quando si terranno in tutta Italia iniziative politico-culturali di protesta contro le Nuove Indicazioni.