Scuola: l’Alberti-Dante sciopera. Martedì presidio davanti all’Ufficio scolastico

L’agitazione, indetta da Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Gilda, nasce da “un crescendo di difficoltà e disfunzioni, tanto che lo scorso febbraio c’è stato un drastico calo delle iscrizioni”

Alla scuola Alberti-Dante sale la protesta

Alla scuola Alberti-Dante sale la protesta

Firenze, 23 marzo 2024 - Una giornata del tutto particolare: martedì 26 marzo l’Alberti-Dante sciopera. I docenti e il personale Ata dell’istituto, nato dalla fusione del liceo classico e musicale Dante con l’artistico Alberti, incroceranno le braccia e si ritroveranno a partire dalle 10 in presidio sotto l’Usr in via Mannelli. L’agitazione, indetta da Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Gilda, nasce da “un crescendo di difficoltà e disfunzioni, che hanno affossato la crescita e lo sviluppo dell'ambizioso progetto educativo originario, tanto che lo scorso febbraio c’è stato un drastico calo delle iscrizioni, pari a 60-70 in meno rispetto all’anno precedente”, come si legge in un comunicato diffuso dai sindacati.

Da lì è scaturita una “lunga e infruttuosa vertenza protrattasi per più di un anno fra l'attuale dirigente e le organizzazioni sindacali”. Lo scorso giugno ci fu una manifestazione per chiedere un “cambio di rotta”, ma “nulla è cambiato”, accusano i sindacati, che parlano di “mancati pagamenti per il lavoro aggiuntivo dei prof, di caos organizzativo e di scarsa trasparenza rispetto a genitori e studenti”. Ci saranno anche i ragazzi a protestare il prossimo martedì.

“La scuola è allo sbando - raccontano alcuni genitori rappresentanti -. I ragazzi stanno perdendo tante ore di lezione perché i docenti assenti non vengono sostituiti. Mediamente, in una settimana le classi escono prima o entrano dopo almeno due-tre volte. Noi rappresentanti chiediamo di esser convocati dalla preside, ma non riceviamo risposta. Vorremmo anche sapere come vengono spesi i contributi volontari… Mancano dei pc, ci sono finestre coi vetri rotti, piastrelle disconnesse… E poi regna la disorganizzazione. Sono state lasciate scadere anche delle licenze di alcuni programmi informatici”.

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