
Annie Feolde difende il marito dalle accuse di stalking
Firenze, 1 ottobre 2019 - «Sì, sono davvero addolorata. Lo sono io e lo sono i miei collaboratori, ma noi parliamo con il nostro lavoro. Siamo una squadra unita, con la voglia di fare sempre meglio per dare piacere a chi ci viene a trovare qui all’Enoteca. E lo faremo anche stavolta, assicurando il massimo del nostro impegno». All’indomani della vicenda che si è abbattuta su Giorgio Pinchiorri, all’interno dell’enoteca più famosa d’Italia si vorrebbe solo silenzio. Annie Feolde è la compagna di un sodalizio che dura da una vita. E da lei, che da decenni dedica tempo, anima, cuore e cervello a quel locale diventato famoso in tutto il mondo, arrivano poche parole colme di amarezza e dispiacere.
Preferisce non entrare nel merito dell’inchiesta che vede il celebre ristoratore (premiato con tre stelle Michelin) indagato dalla procura di Firenze per stalking a una dipendente. Feolde non commenta, ma di una cosa è certa: lei resterà al fianco di Giorgio: «Gli sono molto vicina. Lui è il mio socio e rimarrò qui, anche perchè rappresenta un gruppo di persone brave e molto competenti, innamorate del loro lavoro. Perchè l’Enoteca è anche loro, non solo nostra». Insomma, uno dei compiti della signora Feolde è tenere la barra dritta, fare squadra con il personale e continuare a mandare avanti il famoso locale di via Ghibellina.
Coi familiari e coi suoi difensori il e sommelier si dice fiducioso di poter dimostrare la sua correttezza. Nelle indagini, ora concluse, Pinchiorri venne a suo tempo interrogato dal pm Giovanni Solinas cui fornì la sua versione. Ieri ha aggiunto: «Ne ho passate tante nella vita, supererò anche questa».
La vicenda avrebbe avuto inizio nel 2015 e un anno dopo la donna si sarebbe licenziata per non dover continuare a subire le insidie dell’uomo. L’ultimo episodio risale alla notte tra giovedì e venerdì scorso, quando, uscendo da un ristorante del centro di Firenze dove lavora attualmente, la donna si sarebbe ritrovata Pinchiorri nuovamente di fronte. A quel punto avrebbe chiamato i carabinieri.
La procura di Firenze ha già chiuso le indagini e si appresterebbe a chiedere il rinvio a giudizio. Il faldone in mano ai magistrati conterrebbe le denunce raccolte nei mesi dalla donna, assistita dall’avvocato Federico Scavetta. Stando al racconto fatto dalla ex dipendente, Pinchiorri aveva cercato di conquistarla anche con regali e sorprese sotto casa. A queste accuse per il momento il diretto interessato non replica. A parlare è invece il suo avvocato Maria Cristina Paoli: «Quello che posso dire è che la giovane è stata dipendente dell’Enoteca e non andava d’accordo con nessuno». E per questo si sarebbe dimessa una prima volta. La donna «è poi stata riassunta - conclude l’avvocato Paoli - ma ha continuato a litigare con tutti. Per quanto riguarda il mio assistito, posso dire che è preoccupato ma anche fiducioso», conclude l’avvocato Maria Cristina Paoli.
Olga Mugnaini