
Il professor Mario Bigazzi insieme alla moglie Maria Stella Reali Bigazzi
"Ha sempre avuto uno sguardo che andava più in là di quello di già esisteva". Sono le parole d’amore e di stima della figlia di Mario Bigazzi, Benedetta, che da qualche anno ha seguito le orme del padre prendendo le redini della sua creazione, l’istituto Prosperius. Quello che per tutti era un grande professionista, un luminare, per lei era ovviamente molto di più. "Aveva la sensibilità e l’intelligenza per capire prima quello che serviva per fare in modo che il paziente potesse ottenere prima la diagnosi, e in seguito il trattamento - prosegue il ricordo - Era un visionario, nell’accezione positiva del termine". Bigazzi è morto dopo una lunga malattia, all’età di 87 anni. Nato a Reggello il 5 febbraio 1938, dopo la laurea in medicina e la specializzazione in endocrinologia si trasferisce per un periodo negli Stati Uniti, dove approfondisce i suoi studi sulle analisi cliniche e le sue ricerche su alcuni ormoni, che svilupperà nel corso della sua carriera. Tornato in Italia, per proseguire le sue ricerche in autonomia, fonda nel 1973 l’Istituto Prosperius, che crescerà come un figlio con la sua forte indole innovativa. Sempre un passo avanti verso le nuove tecnologie, installa la prima TC in Italia e nel 1991 la prima camera iperbarica a Firenze.
Intanto allarga lo sguardo al campo della riabilitazione, aprendo le prime sedi a Firenze: in via Farini e poi in via Masaccio. Nel 1998, in collaborazione con la Regione Umbria, dà vita alla prima esperienza pubblico-privato in sanità, aprendo un ospedale di riabilitazione a Umbertide (Perugia). La sua voglia di fare, la continua ricerca di nuove vie e nuovi traguardi, lo portano a immaginare una struttura poliedrica e polifunzionale che possa raccogliere al suo interno tutte le sue attività. Nel 2006 acquisisce il permesso a costruire sul terreno nel quale sorgerà l’attuale Prosperius Villa Cherubini. La nuova struttura, coronamento dell’attività di medico, ricercatore e imprenditore, verrà aperta nell’estate del 2018 e inaugurata a ottobre. Da protagonista della vita pubblica fiorentina, ha dato vita a numerose iniziative, in primis con il comitato civico “Progetto Firenze”. "Scienziato lungimirante e appassionato - lo descrive così Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa - tra i padri fondatori della sanità privata fiorentina". Al cordoglio si unisce il vicepresidente del consiglio comunale, Alessandro Draghi. La sua eredità sarà ricordata dai suoi familiari, dai suoi collaboratori e da tutta la comunità fiorentina. Lascia la moglie Maria Stella, i figli Benedetta, Prospero Martino e Bernardo, e 8 meravigliosi nipoti.