Firenze, morti durante il Covid: fascicoli archiviati. Ma spuntano ipotesi di malasanità

Il giudice ha respinto quasi tutte le istanze dei familiari di persone decedute durante la pandemia. Per tre casi ordinato un supplemento d’indagini: "Le cause di queste scomparse non sono state chiarite"

Firenze, 21 marzo 2024 – I fascicoli sulle morti per covid aperti dalla procura di Firenze verranno archiviati. Lo ha deciso il g up, Gianluca Mancuso, rigettando la quasi totalità delle opposizioni che i legali di alcuni familiari avevano presentato.

Il giudice ha sposato la linea della procura, “suggerendo“ pure lui il percorso dei risarcimenti civili. "Assai problematica la configurabilità di una responsabilità penale tanto degli operatori sanitari quanto dei responsabili delle strutture".

Discorso che vale per tutte le posizioni tranne tre casi ’extra covid’, per cui il giudice ha intravisto possibili casi di malasanità “paralleli“ alla pandemia e alla relativa emergenza, che necessitano, almeno, di ulteriori sei mesi di indagini.

Si tratta dei decessi di Grazia Del Conte, di Signa, morta il 29 giugno del 2020 nella struttura dei Falciani; Eugenia Arfaioli, di Montaione, morta nella rsa ’Villa Serena’ il 6 dicembre del 2020; Zelinda Cioni, trasferita da ’Villa Serena’ prima al pronto soccorso di Empoli poi a ’I fraticini’ a Firenze.

I familiari di Grazia Del Conte hanno denunciato di aver appreso del suo decesso il 29 giugno. Dal gennaio precedente si trovava a villa delle Terme per una riabilitazione. A seguito di un forte dolore al braccio (che la donna attribuiva a un’errata manovra di un operatore nel sollevarla) venne trasferita a Ponte a Niccheri.

Poi, al ritorno in clinica, non potè essere dimessa a causa di un batterio contratto in ospedale. In seguito arrivò il covid. Forse lo contrasse anche lui, o forse no: i tamponi diedero esiti contrastanti. Il 24 maggio la donna stava bene, così dissero ai familiari. Ma in pochi giorni, la situazione precipitò. Fino alla morte attribuita a un’insufficienza cardiaca.

Sono "oscuri", secondo il giudice, anche le cause che avrebbero portato alla morte di Zelinda Cioni, rimbalzata fino ai ’Fraticini’ dove ebbe un repentino tracollo che potrebbe essere stato causato da "un mancato accudimento" della paziente. Ignorata, ad esempio, una ferita da decubito che nelle cartelle cliniche viene etichettata come "arrossamento".

Eugenia Arfaioli contrasse il coronavirus a Villa Serena e venne trasferita all’ospedale di Empoli, dove le venne diagnosticata una polmonite bilaterale interstiziale, che era stata però superata. "Tuttavia, dalle analisi effettuate emergevano valori altissimi di sodio, conseguenza di un forte stato di disidratazione".

A una settimana di distanza dalle dimissioni dall’ospedale, l’anziana morì. Il tampone era negativo.

Secondo il giudice, non è stata investigato a sufficienza sui motivi che portarono al suo decesso, visto che, per la negatività riscontrata, si tende a escludere proprio il covid. Come primo atto, ha ordinato il giudice, deve essere acquisita la sua cartella clinica e devono essere ascoltate i sanitari della Rsa.

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