
Il frame del filmato che immortala il danneggiamento
FIRENZE
Non un gesto ideologico o estremista, ma una furia ingiustificata figlia, forse, di uno stato di alterazione.
Identificato e denunciato l’autore del vandalismo ai danni della targa che in piazza Dalmazia, commemora Samb Modou e Diop Mor, uccisi il 13 dicembre 2011 dall’estremista di destra Gianluca Casseri, nella strage di piazza Dalmazia: a infrangere la lapide, sarebbe stato un 24enne di origini marocchine.
Giallo risolto in poche ore. E fortunatamente - pur restando un gesto ingiustificabile - nella maniera meno sconfortante per una comunità che a distanza di quasi 14 anni ha ancora vivo negli occhi l’orrore di quel giorno: quella mattina, Samb e Diop erano al mercato per vendere la loro merce, quando, in mezzo alla gente che affollava la piazza, gli si avvicinò un uomo armato che li freddò, per poi darsi alla fuga. Casseri, braccato dalle forze dell’ordine, si tolse la vita nel parcheggio sotterraneo del mercato di San Lorenzo dopo aver ferito con la stessa pistola altri stranieri.
Davanti alla targa ridotta in mille pezzi, si era temuto che la matrice del gesto fosse da ricercare in ambienti “politici“.
Invece forse a giudicare dall’atteggiamento scriteriato del soggetto, non c’è neanche un movente.
Il danneggiamento, secondo quanto ricostruito nelle indagini condotte dalla digos della questura, risale alle 19.25 di martedì scorso.
Gli inquirenti hanno infatti scorso a ritroso le immagini di una telecamere cittadina che inquadra proprio l’angolo della piazza dedicato al ricordo della strage.
Nel filmato, si vede il giovane marocchino, poi identificato, "salire sul basamento in pietra e appendersi alla lapide commemorativa fino a causarne la caduta a terra e la rottura".
Dalla visione dei filmati, inoltre, "il soggetto appare verosimilmente in stato di alterazione psico-fisica".
La polizia, quindi, esclude allo stato attuale l’estremismo ideologico come movente alla base del gesto.
Il 24enne è stato deferito in stato di libertà alla procura per danneggiamento aggravato.