Muore in un incidente sulla Fi-Pi–Li. L’appello sui social della sorella

Massimo Salani perse la vita scontrandosi con un camion. La sorella Claudia è alla ricerca di testimoni per chiarire la dinamica

I mezzi dei vigili del fuoco sul luogo dell'incidente

I mezzi dei vigili del fuoco sul luogo dell'incidente

Scandicci, 5 aprile 2024 – L’11 marzo Massimo Salani ha perso la vita in un incidente sulla Fi-Pi-Li, all’altezza dell’uscita di Scandicci. La sorella Claudia cerca testimoni per cercare di capire quale sia l’esatta dinamica dell’incidente. L’appello stringato è stato condiviso sui gruppi social di Scandicci e dintorni: "Il giorno 11 Marzo ore 21:30 sulla Fi.PI.LI uscita Scandicci mio fratello a bordo di un furgone bianco, ha perso la vita tamponando un camion fermo in avaria, se qualcuno avesse testimonianze ufficiose".

Massimo Salani, 53 anni, viveva a San Colombano con la famiglia. "Una persona eccezionale, un amico, un padre e un marito unico", così lo hanno definito i conoscenti e gli amici della frazione nella piana di Scandicci. Salani, di professione impiantitore, stava tornando a casa dopo un appuntamento di lavoro, quando ha incontrato un destino che purtroppo gli è stato fatale. L’incidente è successo intorno alle 21,30 di lunedì scorso nel tratto di superstrada immediatamente successivo all’uscita di Scandicci, in direzione Livorno. In base a una prima ricostruzione, il 53enne alla guida di un piccolo furgone; per cause ancora da accertare non è riuscito a fermare in tempo il mezzo e ha tamponato violentemente un tir fermo per avaria. Il furgoncino è rimasto incastrato sotto il rimorchio: l’uomo è rimasto nell’abitacolo, privo di vita e imprigionato tra le lamiere fino a quando non è stato estratto dai vigili del fuoco che sono arrivati sul posto. E’ su questo che i familiari vogliono chiarezza: capire cosa è successo in quella maledetta notte. Massimo Salani era molto conosciuto nella frazione di Scandicci. Nato a Prato, a San Colombano aveva messo radici: faceva il volontario all’Humanitas.

C’è una lunga scia di sangue in questo tratto della strada di grande comunicazione. Troppo traffico per una strada angusta, di vecchia concezione sulla quale si sta correndo ai ripari per creare la corsia d’emergenza, ma che ancora è davvero troppo pericolosa. La speranza è che ci sia qualcuno che abbia visto l’incidente, che possa aiutare una famiglia che dall’11 marzo scorso vive nella dolore e nella sofferenza per la perdita di una persona cara, che è stata strappata agli affetti da un destino assurdo, la sera, tornando verso casa.

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