NICOLA DIRENZONE
Cronaca

Ex Banti, fallito il sesto tentativo. Spunta l’idea: ritorno a uso pubblico

Naufraga la proposta neozelandese. La sindaca: "Siamo al lavoro per una nuova possibilità di sviluppo"

Dopo sei tentativi di vendita falliti, l’ultimo dei quali poche settimane fa, si profila il ritorno a uno uso pubblico e sanitario del grande complesso dell’ex sanatorio Banti di Pratolino? È quanto si augura e lascia intravedere la sindaca di Vaglia Silvia Catani. Che afferma: "L’esito negativo della scorsa asta sull’ex sanatoro Banti, che si è conclusa con la mancata assegnazione del bene, a causa di alcune verifiche non andate a buon fine, ha concluso il lungo ciclo delle procedure pubbliche; come risposta non adatta alle aspettative del mercato". E aggiunge: "Allo stesso tempo questa consapevolezza ha aperto uno scenario di dialogo fattivo con l’ente proprietario (Asl Toscana Centro, ndr) che potrebbe portare a una nuova possibilità di sviluppo non ancora percorsa in passato, sulla quale sia personalmente che come amministrazione, riponiamo ampia fiducia". Catani crede nella possibilità che il Banti torni ad avere funzioni di cura ed assistenza: "Non dimentichiamoci che l’estensione di questo colosso di oltre 13.000 mq, il collegamento ottimale con Firenze e l’estensione del verde circostante la proprietà, lo renderebbero ideale per un ritorno alla sua funzione di luogo di cura, con un occhio attento ai servizi dedicati alla terza età, integrato con piastra di servizi in restituzione a tutto il territorio, fiorentino e mugellano. Mi sento di proseguire con fiducia - conclude - il percorso di dialogo iniziato e rafforzato con la Asl proprietaria, nella speranza che il nostro Banti possa diventare un esempio eccellente della nostra Toscana moderna e inclusiva". Intanto però a inizio agosto, è sfumato anche il sesto tentativo di vendita, stavolta con un acquirente neozelandese, in quanto il primo versamento, che aveva valore di caparra confirmatoria, era stato effettuato con dei bond risultati senza garanzia. L’imprenditore aveva presentato un’offerta da 5,7 milioni, più del doppio della base d’asta, aggiudicandosi in via provvisoria il bando di vendita di Asl Toscana Centro, proprietaria dell’immobile. Una bella favola che però non è andata avanti. Le destinazioni ammesse? Residenziale, turistico-ricettivo, direzionale e di servizio. Un range molto largo, proprio per rendere appetibile l’immobile. Con la previsione, per la funzione residenziale, di un limite massimo del 30 % della supericie edificata esistente, di cui il 10% da destinare ad edilizia sociale. Ma ora, ipotizza la sindaca, potrebbe anche cambiare tutto.