LISA CIARDI
Cronaca

Allarme influenza, vaccini al rallentatore. Appello dei medici: "Non si può rimandare"

Il dato: solo il 55-60% degli over 65 ha ricevuto la somministrazione. La diffusione del virus fra i bambini ha già mandato in tilt il Meyer. "Siamo di fronte a una forma aggressiva da non sottovalutare"

Vaccini per l’influenza

Vaccini per l’influenza

Firenze, 7 dicembre 2022 - L’influenza è arrivata, con un ceppo particolarmente aggressivo. Ma i fiorentini, complice il tempo mite e la bella stagione proseguiti fino a poche settimane fa, si sono fatti trovare impreparati. Così, dai vertici ospedalieri e territoriali della Asl Toscana Centro arriva un appello unanime: "Vaccinatevi!". Proprio i dati dell’Asl fotografano, relativamente alle somministrazioni anti-influenzali effettuate a Firenze e provincia, 37.580 dosi somministrate nella zona nord ovest, 37.793 nella sud-est, 71.400 in città e 11.538 in Mugello. "Fino a circa 15 giorni fa – spiega la dottoressa Elisabetta Alti, direttrice del dipartimento di Medicina Generale della Toscana Centro – le persone non si erano rese conto del fatto che stesse per iniziare le stagione influenzale. Così pochi si sono vaccinati. Siamo fra il 55 e il 65% degli over65, quando il livello minimo auspicabile è del 75%". Già lo scorso anno la campagna di vaccinazione aveva dato risultati meno soddisfacenti del solito, ma allora c’era la concomitanza con la terza dose e la preoccupazione prevalente per il Covid. Stavolta, invece, pare aver influito soprattutto il meteo. "Di solito le prime forme influenzali si manifestano nelle prime settimane di scuola – spiega ancora la dottoressa Alti – passando progressivamente dai bambini ad adulti e anziani. Quest’anno invece la diffusione fra i bambini è in corso e ci lascia immaginare un passaggio rapido alle altre categorie. Siamo inoltre di fronte a una forma aggressiva, che le persone fragili e con patologie non devono sottovalutare. Vaccinarsi subito è essenziale per proteggersi dal picco, previsto nelle prossime settimane".

Intanto l’ondata ha già mandato in tilt il Meyer e la pediatria territoriale, avvicinandosi anche agli altri ospedali. Gli accessi al Pronto Soccorso di pazienti per sintomi influenzali sono il 5% sul totale di quelli giornalieri al Santa Maria Annunziata, il 4% al San Giovanni di Dio e l’8% al Santa Maria Nuova. Bene invece l’andamento dei ricoveri da Covid: con 13 degenze al Santa Maria Annunziata, 8 a Torregalli e 9 al Santa Maria Nuova; due solo i casi intensivi (entrambi al Santa Maria Annunziata). "La situazione legata al Covid è stabile, non preoccupa – conferma il dottor Gianfranco Giannasi, direttore della medicina di urgenza dell’ospedale San Giovanni di Dio – mentre siamo allarmati dal grave ritardo nelle vaccinazioni anti-influenzali. Il 30% di vaccinati sul totale della popolazione cittadina è troppo poco. Serve uno sforzo collettivo maggiore per non mandare in tilt i pronto soccorso che sono già in ginocchio per la carenza di personale e l’arrivo di pazienti con le più svariate sintomatologie, a volte di lieve entità. Purtroppo l’assenza di una sanità territoriale in grado di dare risposte riversa tutto sui Dea che rischiano il collasso. Non può e non deve succedere anche con l’influenza: è essenziale che le persone si vaccinino, soprattutto chi ha più di 50 anni e altre patologie concomitanti. Già oggi (ieri ndr) l’incidenza di pazienti con influenza è salita al 7%".

La vaccinazione antinfluenzale, partita quest’anno il 14 ottobre, è raccomandata ed offerta gratuitamente alle persone a partire dai sessantacinque anni di età ed ai soggetti a rischio di qualsiasi età.

 

 

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