
Da sinistra Roberto Gusinu, Simona Dei e Antonella Valeri
EMPOLI
Con le nomine dei direttori sanitario ed amministrativo che la affiancheranno alla guida dell’Istituto per i prossimi tre anni, ora la squadra è al completo e la neo direttrice generale dell’Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), Simona Dei, può dare inizio al suo mandato.
Dalla guida della direzione sanitaria dell’Azienda Toscana Centro a quella di un istituto che si occupa di un campo specifico. Com’è cambiato il suo ruolo?
"Passo dalla gestione di attività ospedaliere e territoriali a quella di coordinamento di attività oncologiche che vanno dalla prevenzione alla riabilitazione passando attraverso gli studi clinici e la ricerca. Rispetto ai ruoli che ho ricoperto in passato (ha guidato la direzione sanitaria dell’Asl Toscana Sud Est, e prima ancora le ex Usl 7 di Siena e 5 di Pisa. Ha mosso i primi passi a Empoli, ricoprendo incarichi di responsabile di distretto e del dipartimento territoriale nell’ex Asl 11) sarà minore l’aspetto gestionale ma molto più sviluppato quello di coordinamento insieme alle altre aziende sanitarie. Il concetto basilare resta la rete: fare squadra è una cosa che ho imparato e che mi porto dietro".
Parlando di prevenzione, gli screening oncologici sono uno strumento importante. Facciamo il punto: la popolazione risponde?
"Ispro in alcuni territori gestisce direttamente gli screening, mentre in altri li coordina. In alcune aree della nostra regione l’adesione è molto buona, in altre è da migliorare. Per alcuni screening riscontriamo dati in linea con la soglia del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute, per altri ci stiamo impegnando per raggiungere l’obiettivo. I dati 2025, non definitivi, ci dicono che per gli screening alla mammella e alla cervice uterina abbiamo superato il 60%, laddove la soglia NSG è 60; mentre per quello al colon retto la percentuale è tra il 40 e il 50, mentre la soglia stabilita dal Ministero della salute si attesta a 50".
Soluzioni per migliorare?
"Stiamo lavorando per facilitare la riconsegna dei campioni in forte sinergia con la medicina generale. Penso che la nascita delle Case di comunità darà un impulso anche all’attività oncologica: potrebbero essere luoghi adatti per iniziare a fare gli screening e la prevenzione".
Sulla ricerca quali novità ci sono?
"Si stanno facendo studi di approfondimento e trial scientifici per futuri screening al polmone".
Nuovi investimenti: dove?
"Nei sistemi digitali, principalmente. Vorremmo dare una forte spinta alla digitalizzazione con i fondi Pnrr, mettendo così in collegamento tutti i professionisti che lavorano sul campo. E poi naturalmente continueremo a investire con determinazione nella ricerca e nel lavoro dei nostri clinici e biologi".
Quali sono i primi impegni che dovrà affrontare?
"La prima cosa è monitorare i valori degli screening; nelle prossime settimane vedrò i dipartimenti oncologici delle aziende sanitarie; incontrerò il coordinamento scientifico e il comitato di partecipazione".
Qual è il contributo che vorrebbe portare all’interno di Ispro?
"Sicuramente vorrei spingere ancora di più questa struttura che è già un’eccellenza in termini di ricerca clinica e di laboratorio. Vorrei che le altre aziende sanitarie vedessero Ispro con una opportunità. In definitiva vorrei rafforzare la rete".
Irene Puccioni