YLENIA CECCHETTI
Cronaca

Aiuto agli studenti fragili. Certificati 104 in aumento: "Stiamo riorganizzando le risorse a disposizione"

L’assessora Pasqualetti fa il punto della situazione per quest’anno "Sostegno richiesto per 173. Abbiamo stanziato 200mila euro in più".

L’assessora Pasqualetti fa il punto della situazione per quest’anno "Sostegno richiesto per 173. Abbiamo stanziato 200mila euro in più".

L’assessora Pasqualetti fa il punto della situazione per quest’anno "Sostegno richiesto per 173. Abbiamo stanziato 200mila euro in più".

di Ylenia Cecchetti

Assistenza educativa? "Investimento in crescita e massima trasparenza". Negli ultimi mesi ha tenuto banco la discussione sulle nuove linee guida del Comune di Empoli per l’Acc ovvero l’Assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità. Al centro del dibattito – tra appelli di docenti e famiglie e interrogazioni in consiglio comunale – il rischio che la rimodulazione oraria si traducesse, di fatto, in una riduzione delle ore di assistenza. La polemica ha riguardato il servizio garantito dal Comune attraverso le cooperative. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, l’assessora all’istruzione Maria Grazia Pasqualetti interviene per fare chiarezza, partendo dai numeri. "In totale – spiega Pasqualetti – sono 173 i bambini e ragazzi, dal nido alle scuole superiori, che beneficeranno del servizio. Erano 168 lo scorso anno: un aumento esiguo, comunque significativo. Empoli è l’unico Comune che garantisce l’assistenza anche al nido e alla scuola dell’infanzia, oltre che ai bambini che non hanno ancora completato l’iter di certificazione. È una scelta di inclusione nata con la precedente amministrazione, che intendiamo portare avanti".

Nello specifico, il servizio riguarda tre bambini al nido, 25 alla scuola dell’infanzia, 53 alla primaria, 46 alla secondaria di primo grado e 46 alla secondaria di secondo grado. L’assessora sottolinea anche lo sforzo economico: "Abbiamo stanziato 1,6 milioni di euro, circa 200mila in più rispetto allo scorso anno. Non perché le richieste, seppur alte, siano cresciute in modo proporzionale, ma perché sono cambiati i contratti di lavoro e dunque i costi del personale. Abbiamo comunque scelto di mantenere l’assistenza sin dal nido, anche a fronte di questo impegno".

Sul piano operativo, Pasqualetti rivendica un percorso condiviso e trasparente. "È stato un lavoro lungo su questo tema, abbiamo chiesto alle scuole i Pei (Piani educativi individualizzati, ndr) e schede dettagliate caso per caso, esaminate poi insieme a neuropsichiatra e assistenti sociali dell’Asl. In alcuni casi le ore sono state aumentate; in altri, dove già era garantita la copertura con il sostegno ministeriale, non è stato ritenuto necessario aggiungere compresenze. Abbiamo svolto incontri con scuole, famiglie e associazioni – ai quali hanno partecipato però solo 17 genitori – per garantire la ripartenza con la massima copertura possibile. Con i dirigenti dei comprensivi stiamo ancora valutando un paio di situazioni particolari. Se durante l’anno ci sarà da rimodulare, siamo pronti a farlo. Ma a settembre le scuole riceveranno sostanzialmente quello che hanno chiesto".

Infine, una riflessione sull’appello dei docenti e sul ruolo dei diversi soggetti coinvolti. "Non si può pensare che le ore restino sempre uguali, perché significherebbe zero progressi per il bambino. L’educatore socio-educativo ha il compito di favorire l’autonomia: meno ore possono voler dire un miglioramento raggiunto. Se non ci sono stati progressi, forse è il caso di chiedersi se si è lavorato bene. La didattica spetta agli insegnanti di sostegno, non al personale socio-educativo. Per questo sarebbe importante chiedere più risorse al Ministero, senza scaricare sul Comune la responsabilità di colmare le carenze altrui. Noi continueremo comunque a fare la nostra parte".