Mercato libero gas e luce, cosa conviene fare e come scegliere l’operatore giusto. La guida

Il sistema tutelato termina il 10 gennaio per il gas e il 1° aprile per la luce. "Comparare tutte le offerte. Per chi ha consumi elevati meglio il costo fisso"

Firenze, 11 dicembre 2023 – Nessuna proroga, almeno per ora. Per cui il mercato tutelato dell’energia finirà nel 2024. Dal 10 gennaio addio a quello del gas, dal 1° aprile a quello della luce. Le famiglie che ancora sono sul mercato tutelato non hanno più motivo di rimandare. Devono scegliere un’offerta, tra le tante, sul mercato libero. Come fare? Intanto bisogna assicurarsi che effettivamente le nostre tariffe siano quelle decise da Arera e questo si legge direttamente in bolletta, dove si trovano in questo caso le diciture "servizio di tutela" per il gas e "servizio di maggior tutela" per la luce, visibili in alto a destra insieme al nome del fornitore.

Dopo aver appurato che non siamo ancora sul mercato libero, bisogna conoscere i propri consumi annui di energia. Come fare? Di nuovo leggendo la bolletta oppure si può accedere tramite Spid ai propri dati attraverso il portale consumi di Arera (arera-it/consumatori/il-portale-consumi), dove sono indicate anche le principali informazioni tecniche e contrattuali della fornitura di gas o luce. Quindi, una volta che abbiamo tutte queste informazioni, è possibile orientarsi meglio sul mercato libero, scegliendo l’offerta ritenuta più adatta. Ma come? "Utilizzando gli strumenti di comparazione, dai più semplici ai più avanzati. I primi sono quelli disponibili nella modulistica contrattuale dell’offerta, dove è presente una scheda sintetica con tutte le informazioni del preventivo di spesa", risponde Paolo Cazzaniga, esperto di Altroconsumo.

“Poi ci sono gli strumenti più avanzati, come i comparatori gratuiti che si trovano online: ne abbiamo uno anche noi sul sito www.altroconsumo.it, ma lo mettono a disposizione anche Arera e altre società private. In questo modo si possono confrontare le varie offerte sul mercato". Che sono tante: alcune a prezzo fisso, altre a prezzo variabile. Quale scegliere? "In linea generale è meglio scegliere un’offerta fissa se si consuma molto – per il gas oltre i 1.200-1.300 metri cubi annui – mentre può valere la pena un’offerta a prezzo variabile se consumiamo poco, ma bisogna comunque valutare caso per caso". Se cambiamo idea esiste il diritto di ripensamento, entro 14 giorni dall’adesione. Basta scrivere al nuovo fornitore o seguire la procedura da lui indicata ed è come se non si fosse sottoscritto nessun contratto. Con un’eccezione: se si è chiesta l’attivazione immediata, cioè prima che siano decorsi i 14 giorni per il ripensamento, il cliente è tenuto a corrispondere al venditore i costi nel frattempo eventualmente sostenuti. Una volta scelta l’offerta sul mercato libero, si può anche passare ad altro fornitore. E’ importante, infatti, verificare periodicamente cosa si sta pagando in bolletta e, se c’è di meglio sul mercato: avvalendosi del diritto di recesso, senza spese né penali, si può infatti scegliere un’altra offerta.