ANGELA BALDI
Cronaca

Farmaci israeliani buttati: "Il nostro digiuno per Gaza"

Si è svolta ieri la giornata promossa dai sanitari per la causa umanitaria. L’infermiera Checcacci: "La mia adesione è solo a titolo personale".

L’infermiera Giulia Checcacci e la dottoressa Rita Segantini

L’infermiera Giulia Checcacci e la dottoressa Rita Segantini

Un gesto simbolico quello del digiuno per Gaza, ma forte. Certo meno plateale dei farmaci israeliani gettati nel cestino da un medico e un’infermiera del Casentino (sono seguite le scuse), sicuramente un’azione personalissima quella condivisa ieri da molti sanitari con lo sciopero della fame. Non si fermano le iniziative del personale sanitario per la causa umanitaria.

"Personalmente aderisco - dice Giulia Checcacci l’infermiera del Casentino protagonista insieme alla collega medico del video dei farmaci nel cestino - ma questa volta lo faccio in privato. Il digiuno per Gaza rappresenta secondo me un bellissimo gesto con tutto quello che sta accadendo nel mondo. E’ un bel messaggio da veicolare come stanno facendo i miei colleghi oggi (ieri ndr ) e che faccio anch’io in privato. Ma la gogna mediatica a cui sono stata sottoposta nell’ultimo periodo e le migliaia di messaggi ricevuti mi hanno buttato molto giù e quanto accaduto con il video dei farmaci nel cestino mi suggerisce questa volta di non espormi in prima persona, ma di aderire al digiuno per Gaza volentieri ma in privato".

Un gesto personale ma significativo anche se meno plateale del video che nei giorni scorsi aveva generato polemiche accese, scatenando un intenso dibattito politico. Si tratta del filmato in cui due operatrici sanitarie della Casa della salute di Pratovecchio Stia gettavano in un cestino dei rifiuti alcuni farmaci prodotti da un’azienda israeliana. Un’azione simbolica (per cui sono poi arrivate le scuse), di protesta contro quanto sta accadendo a Gaza che non è piaciuta a molti e seguita da un nuovo video nel quale le due hanno spiegato le motivazioni e chiarito che si trattava solo "di un gesto simbolico a favore della pace" e che "nessun farmaco è stato buttato".

Ieri invece una più personale adesione nella giornata nazionale al digiuno contro il genocidio a Gaza indetta dall’associazione Sanitari x Gaza. Dalla fine del mese scorso infatti, operatori e operatrici sanitarie digiunano a staffetta per dire basta al genocidio della popolazione. Ieri molti tra medici e infermieri si sono astenuti dal mangiare su iniziava di #digiunogaza e Sanitari x Gaza. Almeno quelli che hanno aderito all’iniziativa sposata anche dalla Fp Cgil. "Un gesto simbolico, ma forte – scrive la Cgil- per chiedere immediato cessate il fuoco e apertura di corridoi umanitari".