
Il sindaco Alessandro Ghinelli durante l’estrazione delle carriere di giugno
Si apre un fine settimana di decisioni importanti per la Giostra del Saracino, con due temi all’ordine del giorno. La correzione del cartellone del Buratto e l’introduzione dell’alcoltest per i figuranti prima del corteo storico scelta che a giugno era passata da obbligatoria a facoltativa. Il punto più atteso, e forse il più significativo, concerne la definitiva modifica del bersaglio del Buratto. Non si tratta più di una ipotesi, ma di una certezza che attende solo l’ufficialità con l’imprimatur del sindaco Alessandro Ghinelli di rientro da un periodo di vacanza: i settori verticali 2 e 4 saranno ristampati con le misure precise di 4,7 centimetri, come previsto dal regolamento tecnico della Giostra. Si chiude così l’era dei 4,3 centimetri che per un quarto di secolo hanno alterato la regolarità della sfida più sentita dagli aretini.
La correzione dell’errore sarà ratificata dalla Consulta dei Quartieri in programma stamani prima della presentazione della lancia d’oro dedicata a Pierluigi da Palestrina, in tempo utile per la stampa dei nuovi cartelloni che faranno il loro debutto nelle prove e poi nell’edizione del 7 settembre. La revisione dei regolamenti invernali aveva evidenziato il difetto, 4 millimetri in meno che in una competizione di precisione possono fare la differenza. Nonostante le discussioni, tra chi propendeva per un rinvio al 2026 e chi sollecitava un ripristino immediato della regolarità, ha prevalso la seconda opzione.
A tenere banco è anche l’introduzione dell’alcoltest per i figuranti. Una misura che era stata già proposta a giugno che ora ritorna prepotentemente al centro del dibattito. Dopo gli incidenti del settembre dello scorso anno, il Comune, d’intesa con la questura aveva deciso di sottoporre ogni figurante a un test etilico prima della sfilata. Due mesi fa prevalse il buonsenso e l’esame da obbligatorio diventò facoltativo ma nessuno degli oltre 300 figuranti appoggiò le labbra sull’etilometro. In effetti appare grottesco preoccuparsi del tasso alcolemico di chi indossa un costume, mentre problemi ben più seri di credibilità affliggono la manifestazione da troppi anni come la gestione delle sanzioni disciplinari e il principio, ormai solo enunciato, della certezza della pena.
La sensazione è che il sindaco sia convinto dell’obbligatorietà dei test o almeno della necessità di fare esami a campione, sperando di trovare sponda nel nuovo questore Cristiano Tatarelli. Per discutere di queste e altre misure di sicurezza, lunedì è prevista una riunione del Comitato di sicurezza pubblica per la Giostra.
Federico D’Ascoli