Rumori e polveri a tutte le ore. A Pontestrada si vive in mezzo ai tir

Gli abitanti chiedono la variante Pisanica per far respirare l’Aurelia. Anche il sottopasso è poco sicuro

Rumori e polveri a tutte le ore. A Pontestrada si vive in mezzo ai tir

Rumori e polveri a tutte le ore. A Pontestrada si vive in mezzo ai tir

È uno dei quartieri di Pietrasanta più ricchi di storia e aneddoti, purtroppo anche tragici. Quasi tutti concentrati tra l’Aurelia e via Marconi. Il ponte romano sotterrato a un metro di profondità e da cui ha preso il nome “Pontestrada“. La casa di sassi lato mare, accanto al semaforo, tagliata per far spazio alla realizzazione ante-guerra della statale. La marginetta vicino al sottopasso ciclopedonale, dove secoli fa c’erano prima le suore e poi un lazzaretto in cui veniva portato chi moriva di peste. Il Cro che per decenni è stato il principale punto di incontro e che oggi è sede dell’associazione “Azzurra“. E poi, con il cuore gonfio di tristezza, c’è la linea ferrovaria, che taglia in due via Marconi e dove prima della rimozione del passaggio a livello (fine anni ’90) hanno perso la vita tre giovani, di cui due per una tragica fatalità e la terza per scelta personale.

In quel punto oggi c’è il sottopasso che conduce alla Pesa. Utilissimo, specie per i turisti che parcheggiano sull’Aurelia così come i visitatori della fiera di San Biagio e del Carnevale pietrasantino. Ma non è un bel vedere. "La sera non è sicuro – raccontano Riccardo Buratti e Patrizia Viviani, rispettivamente presidente e vice presidente del Comitato di quartiere Pontestrada – in quanto le lampade interne a volte non funzionano. Spesso ci troviamo ’bisognini’ non di animali ma umani, segno che viene scelto anche da persone poco raccomandabili. Metterci una telecamera non sarebbe male. Inoltre si allaga: succede da quando fecero il sottopasso spaccando per errore le condotte della fognatura". Al di là dei parcheggi, che sono pochi e scatenano “guerre“ tra residenti e commercianti, il problema cronico di Pontestrada è il traffico, specie quello pesante. A certe ore del giorno è un flusso continuo. "Siccome lo svincolo lato monti del sottopasso della Torraccia è stato fatto male, in quanto ripido e stretto per chi vuole andare verso Massa – proseguono Buratti e Viviani – i camion preferiscono uscire e passare da Pontestrada due volte: una per dirigersi a sud, alla rotatoria tra Aurelia e via I Maggio, e l’altra tornando indietro per andare a nord. Immaginate, tra rumori e polveri, cosa comporta. Attendiamo novità sulla variante Pisanica: non se ne sa più nulla da marzo. Vorremmo poter dire la nostra visto che qua ci viviamo. Ora via Pisanica è un imbuto e piena di fossi laterali e buche. Chi esce dall’autostrada trova la scultura di Park Eun Sun, ma poi finisce in mezzo ai campi. Altro che benvenuto".

Daniele Masseglia