
Il titolare del "Caffè Irene": "Investiremo nella formazione dei giovani"
Investire nella formazione dei giovani: sarà questa una delle priorità del nuovo direttivo provinciale di Fiepet, sindacato dei pubblici esercizi di Confesercenti. Trattandosi della categoria più rappresentata nell’associazione, è stato deciso infatti di creare un organo provinciale anche se al suo interno ci saranno ruoli distinti tra la Versilia e Lucca. Come coordinatore della Fiepet Viareggio è stato scelto Davide Pellegrini (nella foto a sinistra), titolare del "Caffè Irene" in piazza Cavour a Viareggio, il quale sarà affiancato come coordinatore per Lucca da Gino Cervelli (nella foto a destra) che gestisce il bar "Cupido" in piazza Curtatone. Completano il direttivo Rosita Bonuccelli del chiosco "Il Coriandolo" in viale Capponi a Viareggio, Alan Lo Vasco della pizzeria "Maristella" a Lido di Camaiore, Alessandro Bertolucci della "Casina del Marco Polo" e Maurizio Baccili.
"Siamo soddisfatti di aver riunito un gruppo così importante di imprenditori del mondo della somministrazioni e della ristorazione – spiegano il presidente Confesercenti Francesco Giannerini e il responsabile Daniele Benvenuti – per dare forza all’intera categoria. Era giusto creare una struttura provinciale, seppur con rappresentanti divisi nelle principali realtà territoriali, visto che la categoria dei pubblici esercizi deve affrontare problematiche di area e per questo occorre un sindacato forte. Pellegrini e Cervelli hanno infatti anni di esperienza dietro il bancone e quindi offrono ampie garanzie per guidare il nostro sindacato. A loro e a tutto il direttivo, il nostro ringraziamento e un grande in bocca al lupo".
I vertici della Confesercenti ricordano che il settore della somministrazione e della ristorazione è sempre uno dei cardini dell’economia locale, ma è attanagliato dalla difficoltà nel reperire personale. Tra le figure professionali più richieste ci sono camerieri di sala, cuoco, aiuto cuoco, pizzaiolo, pastaio, lavapiatti, ma anche chef de rang, executive chef, sommelier e direttori. Nonostante la crescita del numero di addetti, le imprese fanno fatica ad assumere anche a causa della preparazione inadeguata dei candidati. "È impossibile dimenticare i giorni in cui il Covid ha condizionato le attività d’impresa e l’occupazione – concludono Giannerini e Benvenuti – dato che ristoranti, bar e alberghi hanno vissuto chiusure con un impatto traumatico. Può sembrare un paradosso, ma proprio i comparti usciti con le ’ossa rotte’ dalla pandemia sono oggi quelli che mostrano le performance occupazionali più dinamiche".