Nicola Dallori (secondo da sinistra) con lo staff dell'Osteria del Mare
Nicola Dallori (secondo da sinistra) con lo staff dell'Osteria del Mare

Viareggio, 24 agosto 2019 -  L'Osteria del Mare di Forte dei Marmi ieri sera è rimasta chiusa «per rispetto nei confronti della famiglia di Nicola», come scritto sulla lavagna del menù. Luci spente anche al ristorante del bagno Florindo in Passeggiata a Viareggio. Là dove si alzavano i calici, è calato il lutto più profondo: tutto lo staff dell’Osteria del mare ha versato lacrime per quel collega di lavoro «così pieno di sorrisi e vitalità». Da cinque anni Nicola Dallori, morto venerdì notte nello scontro fra il suo scooter e un'auto sul lungomare di Fiumetto, curava la carta dei vini dei tre ‘templi’ della famiglia Vaiani: Osteria del mare, Fratellini’s e Pesce Baracca. Lo ricorda commosso il titolare Marco Vaiani: l’ultimo ad averlo salutato l’altra sera, appena usciti dallo spogliatoio del ristorante sul lungomare fortemarmino.

«Ci siamo cambiati insieme come accade ogni volta a chiusura – racconta – e ci siamo salutati. Dopo appena un quarto d’ora ci hanno chiamato per avvertirci dell’incidente. Tutto lo staff dell’Osteria è andato all’ospedale e abbiamo sperato che Nicola potesse salvarsi. Non so quante lacrime abbiamo versato tutti assieme. Andare avanti non sarà facile: era una persona generosa e, cosa rara al giorno d’oggi, aveva una grande capacità di ascoltare chi doveva sfogarsi o semplicemente raccontare un fatto bello. Mai prevaricava, e aveva una grande attenzione per la sensibilità di ciascuno. Penso che fosse l’unica persona che non ha mai avuto screzi o dissidi con i colleghi di lavoro. La vita l’ha strappato nel momento in cui aveva tanta energia da vendere: come appassionato di vini, per l’attività al bagno Florindo e nei confronti della figlia che amava alla follia e supportava nella sua passione per il canto».

Nicola Dallori in un momento di relax in piscina. Era molto conosciuto e apprezzato Nicola Dallori; aveva 44 anni

Vaiani ripercorre i tanti episodi condivisi, che avevano tramutato quel rapporto di collaborazione in vera amicizia. «Prima dell’estate – dice – ha accolto me, mio fratello David, lo chef Andrea Mattei e Andrea Salvatori, nelle cantine Gaja. E’ stata una giornata bella e indimenticabile. Ci ha lasciato tanti sorrisi ed è stato un esempio di professionalità, ma anche di grande umanità. Abbiamo esposto il cartello di chiusura del locale e avvertito tutti i clienti che avevano prenotato: come risposta non abbiamo ricevuto condoglianze di rito. Ma vere e proprie testimonianze di affetto: Nicola lui sapeva coinvolgere i veri appassionati di vino. E la sua presenza in sala si sentiva, eccome.

Lo piange e lo ricorda con grande affetto anche il delegato versiliese dell’Ais (Associazione italiana sommelier), Claudio Fonio, l’imprenditore che proprio insieme a Nicola e ad altri mise su una società per la gestione dell’Oca in via Coppino, ex Oca Bianca. «Lui era il nostro responsabile di sala, incaricato di stilare la carta dei vini. Nicola era una persona squisita. Mai un litigio con lui né nel locale né all’interno dell’Ais. Un sommelier preparato, un grande professionista.

La moglie Sara Bernardini gestiva da anni insieme a lui il bar del bagno Florindo sulla Passeggiata di Viareggio. Suo nonno è quel Sergio Bernardini inventore della Bussola e di Bussoladomani. E’ inoltre cugina di Paolo Maldini, l’ex campione del Milan e della nazionale, attuale dirigente dei rossoneri: infatti il padre di Paolo, Cesare – ex capitano del Milan ed ex allenatore della nazionale – e Sergio Bernardini, nonno di Sara, erano cognati dato che avevano sposato due sorelle. Anche i Maldini ieri, scossi dalla terribile notizia sono accorsi a Viareggio per abbracciare Sara e la piccola Anita e stare loro vicini come hanno fatto tantissimi amici e parenti. 

Fra.Na.