La piccola Sofia
La piccola Sofia

Marina di Pietrasanta, 18 luglio 2019 - Abbiamo voluto credere che avrebbe riaperto gli occhi. Che avrebbe sentito ancora le carezze di sua madre, che sarebbe tornata a giocare con suo fratello, che sarebbe cresciuta. E diventata un’incantevole ballerina, una splendida donna. L’abbiamo sperato tutti. Ma la piccola Sofia non ce l’ha fatta. Ha lottato con tutte le sue forze aggrappandosi alla vita. Fino alle 10 di ieri mattina, quando il suo piccolo cuore ha cessato di battere.

E’ stata quindi dichiarata ufficialmente morta alle 4 di pomeriggio, trascorse le sei ore di legge. Per la disperazione dei suoi genitori che le sono stati accanto fino all’ultimo respiro nel reparto di rianimazione dell’ospedale Opa di Massa dove i medici – che l’hanno avuta in cura da quel maledetto sabato pomeriggio – hanno fatto tutto il possibile. Anche loro, forse, sperando in quel miracolo, oltre la scienza, che non si è compiuto. Troppo gravi le conseguenze di quell’incidente in piscina, di quell’annegamento le cui cause dovranno essere ricostruite dalla magistratura. Per troppo tempo quel cuoricino ha smesso di battere.

Ora resta il dolore e lo strazio per la morte inaccettabile di una bambina di 12 anni, arrivata in Versilia per trascorrere un giorno di vacanza al mare.

Sofia Bernkopf abitava a Parma; dove frequentava la prima media, insieme al fratellino gemello Tommaso, alla scuola «Vassalle». I due gemellini hanno anche due fratelli più grandi. I loro genitori sono conosciutissimi nella città del Parmigiano. Edoardo e Giovanna Bernkopf sono entrambi dentisti con studi medici aperti anche a Vicenza e Roma. La famiglia, originaria dell’Istria, si è trasferita da tempo in Emilia.

Sofia viene descritta come una bambina molto educata, discreta ma sorridente con tutti. Anche in vacanza, al bagno Texas di Marina di Pietrasanta, non aveva avuto difficoltà a stringere amicizia con gli altri bambini che, come lei, lo scorso sabato pomeriggio giocavano nella zona delle piscine.

Una bambina che andava bene a scuola e che praticava la scherma, sport nel quale aveva brillato in gioventù il padre Edoardo. Ma le sue grandi passioni erano la musica e la danza. Amava gli animali e aveva tanto desiderato averne uno tutto suo. Aveva insistito con i suoi genitori per avere un cagnolino. E papà Edoardo e mamma Giovanna non avevano resistito alla tentazione di farla felice. Le avevano regalato un cucciolo proprio per il suo ultimo compleanno. Che adesso non potrà più accarezzare e coccolare.