CIRO VESTITA
Cronaca

Marco Polo non ha mai visto la Grande Muraglia Cinese? Il mistero storico

Alcuni storici dubitano che Marco Polo abbia visitato la Cina, poiché non menziona la Grande Muraglia nel suo Milione.

Secondo alcuni storici Marco Polo in Cina non ci sarebbe mai stato. Il motivo? Semplice: egli descrive nel Milione le tante meraviglie di quel mondo: l’acqua che brucia (il petrolio), la stoffa che brilla (la seta) montagne colorate (Parco di Danxia), ma mai una parola sulla più grande costruzione che l’uomo abbia realizzato sulla terra: la Grande Muraglia Cinese, ciclopica struttura difensiva lunga ben 10.000 km iniziata nel 200 ac e terminata proprio nell’era di Marco Polo.

Impossibile che il giovane veneziano, inviato, a suo dire, come esattore negli angoli più sperduti dell’impero dal Kublai Khan non abbia avuto notizia di questa meraviglia, e soprattutto non abbia ascoltato il grido di dolore dei milioni di contadini affamati da questa immensa opera. Questa muraglia infatti ha una caratteristica: la cementificazione dei mattoni veniva fatta con poltiglia di riso, una metodica che portò alla fame per secoli quei poveri disgraziati.

Il riso infatti era l’unico sostentamento del popolo cinese e lo fu per secoli a venire per tutto l’oriente; altamente energetico si narra che i Vietcong vinsero la guerra contro gli Americani con due pugni di riso al giorno.

Anche al giorno d’oggi il riso è un alimento pazzesco sia brillato che integrale. Il riso brillato o bianco oltre a dare piatti paradisiaci è una metodica eccellente per tutte le forme di colite e gastrite; mettere a riposo l’intestino mangiando solo riso bianco per un giorno vuol dire regolarizzare l’alvo, combattere (soprattutto negli anziani) le forme diarroiche, eliminare la flatulenza, dando nel contempo molta energia. Il riso integrale si comporta all’opposto: è un’arma micidiale contro la stipsi; mangiare a iosa riso integrale vuol dire regolarizzare le funzioni intestinali.