
L’insegnamento di Michele Aliboni
Gianluca Signorini e Stefano Borgonovo, due calciatori molto conosciuti al grande pubblico del calcio professionistico che hanno lasciato la vita terrena prematuramente, la chiamavano ‘la bastarda’: ovvero, la Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Gianluca e Stefano l’avevano affrontata guardandola negli occhi. Con dignità e coraggio. Una malattia impietosa che quindici anni fa gettò nella più cupa disperazione tutta Forte dei Marmi. A solo 54 anni, la Sla strappò all’amore dei suoi cari e del paese un personaggio amatissimo che ancora oggi viene ricordato non solo per il suo sorriso contagioso, ma per il bene che ha fatto alla gente di Forte dei Marmi: il dottor Michele Aliboni. La sua scomparsa, avvenuta nei primi giorni del settembre 2009, fu uno choc collettivo non solo fra i suoi concittadini, ma anche per i turisti che si godevano gli ultimi giorni di vacanza. Non appena si diffuse la notizia "Michele ha perso la battaglia contro la Sla", la voglia dei discorsi estivi spensierati e pieni di disimpegno, sotto l’ombrellone o tranquillamente seduti al bar, cambiarono inevitabilmente contenuti. Si parlava solo di Michele e dalla Sla. Nei suoi 54 anni di vita, Michele Aliboni era stato prima studente modello, poi calciatore di buon livello nelle file del club locale, quindi stimatissimo medico. Poi c’era la passione per la politica e ovviamente la famiglia: ogni giorno anche quando la malattia si era manifestata, il dottor Aliboni aveva arricchito la sua vita con tanti valori positivi (l’altruismo, la solidarietà, l’impegno per il sociale) che vengono ancora ricordati giorno dopo giorno non solo da chi l’ha avuto come medico della mutua o amico, collega di impegno politico in consiglio comunale. Una gran bella persona, una gemma in una famiglia conosciuta ed apprezzata, guidata dal padre Diego, un altro gigante della storia del Forte, comandante delle barche della famiglia di Gianni Agnelli. Il fatto che da diversi anni, Michele Aliboni venga ricordato con un torneo di calcio giovanile internazionale in costante crescita, per la presenza di molti club stranieri di alto lignaggio è un doveroso omaggio ad una persona che ha lasciato un’impronta importante nella storia di Forte dei Marmi. Siamo convinti che alla notizia di una manifestazione del genere in suo onore, avrebbe detto "“grazie, ragazzi, per quello che state facendo per me", mettendo in evidenza i meriti di chi metteva il cuore per trasformare in fatti concreti un intrigante progetto non solo sportivo ma di promozione turistica.