GAIA PARRINI
Cronaca

"Libero cinema in libera terra". Lo schermo itinerante anti mafia arriva in piazza San Bernardino

L’evento, promosso con il presidio viareggino e l’associazione "Il Contesto", si terrà stasera alle 21.30. Protagonisti "disegni animati" dal vivo di Vito Baroncini e la troupe di "Allacciate le cinture".

L’evento di Cinemovel con il presidio di Libera Viareggio dello scorso anno

L’evento di Cinemovel con il presidio di Libera Viareggio dello scorso anno

Un’azione di resistenza, sensibilizzazione, educazione, impegno, volontà. Un viaggio, quello di Cinemovel e del festival “Libero cinema in Libera Terra“, attraverso i diritti fondamentali, che promuove, dal 2006, tra le strade d’Italia, la cultura della legalità e degli spazi democratici. Un tour, là dove le mafie hanno alzato muri, nei beni confiscati, nei parchi pubblici, nei porti e nelle piazze, che, attraverso lo sguardo del cinema, in due decenni, ha percorso quasi 170 chilometri proiettando 197 film e coinvolgendo oltre cento associazioni locali.

E che, quest’estate, con la sua 20° edizione, e per il secondo anno consecutivo, concentrandosi sul diritto al movimento e sulla fluidità delle organizzazioni mafiose capaci di muoversi e adattarsi mutando pelle e radicandosi nei territori più vulnerabili, farà tappa, stasera, con la collaborazione del presidio viareggino di Libera “Rossela Casini“ e dell’associazione Il Contesto impegnata nel contrasto alla povertà educativa, in piazza San Bernardino da Siena a Camaiore.

“Mafia liquida. Il cinema disegnato dal vivo con Vito Baroncini alla lavagna luminosa“, aprirà, alle 21.30, la serata con il progetto d’arte partecipata, su più piani mescolando espressioni e linguaggi d’arte, che raccontail quotidiano di piccole e grandi storie di sopraffazione mafiosa, e, alle 22, con la presenza della troupe, sarà proiettato il documentario di Tommaso Merighi “Allacciate le cinture“, il viaggio in Senegal di “Io Capitano“, film diretto da Matteo Garrone., che ha viaggiato in Afrioca occidentale, tra gli schermi itineranti allestiti da Cinemovel, là, dove, le storie di Seydou, Moustapha, Amath e Mamadou sono nate e, in parte, hanno ispirato il racconto.

Una visione, gratuita e aprerta al pubblico, collettiva e comunitaria, così come l’impegno di Cinemovel e Libera che, grazie al cinema, a sguardi sempre attenti e sempre coraggiosi, a voci, appunto, libere, di contestazione e resistenza, amplia, soprattutto tra i giovani, gli orizzonti, stimola il pensiero critico e genera consapevolezza comunitaria, in cui l’educazione non prescinda dall’arte.