Le statue e il contenzioso: "Una risposta inadeguata"

La consigliera della Lega Pacchini basita dalla replica dell’assessora alla cultura. Mei: "Per mia sensibilità evito di parlare di denari davanti a opere d’arte".

VIAREGGIO

"Quella dell’assessore Mei è, per un usare un eufemismo, una risposta inadeguata". Maria Domenica Pacchini, segretaria viareggina della Lega e consigliera comunale, non è avvezza ai toni urlati dei seguaci infervorati di Alberto Da Giussano, eppure mentre legge e rilegge il testo della lettera che l’assessora alla Cultura le ha inviato in risposta ad una sua interrogazione dello scorso 29 agosto, è sconcertata. Indecisa tra il trovarsi davanti all’ironia di Jerome K. Jerome di fronte alle peripezie dello zio Podger di Tre uomini in barca o in una lettura al contrario delle pagine di Milan Kundera e del suo L’Insostenibile leggerezza dell’essere. O, più semplicemente, davanti alla satira irriverente di Blob, di tutto di più.

Ma che succede? Breve riassunto per i lettori. Nei mesi scorsi per iniziativa dell’assessora Mei in Passeggiata e sulla terrazza della Repubblica sono state collocate le sculture dell’artista giapponese Kan Yasuda. Una "mostra a cielo aperto", come ebbe a spiegare l’assessora presentandola. "Sennonché nelle settimane successive alla loro collocazione – spiega Maria Domenica Pacchini – l’Agenzia delle Dogane ha inviato un accertamento all’amministrazione comunale perché quelle opere erano state collocate all’interno del demanio marittimo senza le necessarie, preventive, autorizzazioni. Da qui, a fine agosto, ho chiesto di conoscere l’importo dell’accertamento e a chi fosse imputabile un’eventuale responsabilità".

E l’assessora che le ha risposto?

"Legga.....

Molte delle domande che lei pone non hanno alcun riscontro per cui eviterei di parlare di cose che non esistono".

Quindi nessun accertamento e nessun contenzioso?

"A detta dell’assessore sembrerebbe così. In realtà, come riportato da La Nazione e anche da Il Tirreno, senza alcuna smentita, il contenzioso esiste ed è in via di definizione una transizione rispetto alla sanzione applicata che è in percentuale al valore delle opere esposte".

Ma l’assessore le ha scritto che "non esistono"?

"È vero, lo ha ha messo nero su bianco nella lettera inviatami mercoledì prima del consiglio comunale. Per questo, ieri mattina, ho immediatamento depositato un’ulteriore richiesta di accesso agli atti per ottenere tutta la documentazione dagli accordi intercorsi con l’artista, la gallerie d’arte di riferimento, quella relativa al contenzioso tra Comune e Agenzia delle Dogane, i ritorni economici e le variazioni di bilancio all’intera operazione e alle sue eventuali o accertate conseguenze".

Le risponderanno?

"Vedremo, ma ci andremo a fondo. Anche perché se il Comune dovesse transare con l’Agenzia quelli sono, comunque, soldi pubblici. Denari dei viareggini...".

Perché sorride. Si tratterebbe di un danno erariale nel caso venisse accertata una responsabilità?

"Probabilmente, ma forse a qualcuno sfugge".

"Perché dice questo?

"Legga cosa ha scritto sempre l’assessora Mei.....

Per una mia sensibilità, che spero vorrà apprezzare, evito di parlare di denari quando mi trovo davanti ad opere d’arte, che sono per me un patrimonio inestimabile, agli atti comunque troverà tutto ciò che mi richiede".

Pacchini, mica ne vorrà fare una questione di vil denaro...

"Se fossero soldi dell’assessora o miei andrebbe benissimo. Ma quelli sono soldi pubblici, soldi dei viareggini e un assessore in carica dovrebbe avere più rispetto non solo del proprio ruolo, ma anche dei propri elettori oltre che di quelli che non l’hanno votata ma hanno dato il loro consenso alla Lega. Se poi non ci fossero sanzioni, meglio per tutti. Rimane però da capire quanto ci è costato il museo a cielo aperto".

Red. Via.