FRANCESCA NAVARI
Cronaca

Il futuro del marmo: servono tutele

Convegno Fillea Cgil per un nuovo slancio al settore che alimenta la montagna

Convegno Fillea Cgil per un nuovo slancio al settore che alimenta la montagna

Convegno Fillea Cgil per un nuovo slancio al settore che alimenta la montagna

Convegno a Pietrasanta organizzato dalla Fillea Toscana e della Cgil Toscana sul Futuro dei lavoratori del marmo tra diritti, sicurezza e sostenibilità, che ha visto una grande partecipazione di lavoratori, sindaci, Regione Toscana, Presidente del Parco delle Alpi Apuane, Asl e associazioni datoriali. In provincia (dati Inail) al 31 ottobre si registravano 1696 addetti di cui 240 in cava e 1456 al piano. A questi numeri sono da aggiungere gli addetti alla produzione di macchinari, al trasporto, al commercio all’ingrosso, al servizio mense, tutto l’indotto generato dal settore. "È indubbio – sottolinea Michele Mattei segretario generale Fillea Cgil Lucca– che le cave siano luogo di lavoro e fonte di sostentamento per la montagna. Senza cave il piano e l’intero comparto non avrebbero futuro: nel Parco occupano circa il 3% della superficie totale e sono dislocate in aree contigue alle zone protette. C’è un 97% del parco su cui vorremmo aprire una riflessione. Levigliani è la prova che si può fare: un modello virtuoso che grazie all’attività estrattiva finanzia turismo, combatte lo spopolamento e sostiene le economie locali. Per noi l’obiettivo è che il marmo possa essere una vera ricchezza da non lasciare in mano a pochi. Almeno il 50% del materiale deve essere lavorato in loco. Poi c’è il tema della sicurezza dei lavoratori e dei controlli: la Regione dal 2016 ha avviato un piano straordinario mettendo risorse sull’attività ispettiva ma le aziende devono essere disponibili ad introdurre misure di flessibilità che valorizzino l’equilibrio vita-lavoro attraverso la contrattazione".