
Convegno Fillea Cgil per un nuovo slancio al settore che alimenta la montagna
Convegno a Pietrasanta organizzato dalla Fillea Toscana e della Cgil Toscana sul Futuro dei lavoratori del marmo tra diritti, sicurezza e sostenibilità, che ha visto una grande partecipazione di lavoratori, sindaci, Regione Toscana, Presidente del Parco delle Alpi Apuane, Asl e associazioni datoriali. In provincia (dati Inail) al 31 ottobre si registravano 1696 addetti di cui 240 in cava e 1456 al piano. A questi numeri sono da aggiungere gli addetti alla produzione di macchinari, al trasporto, al commercio all’ingrosso, al servizio mense, tutto l’indotto generato dal settore. "È indubbio – sottolinea Michele Mattei segretario generale Fillea Cgil Lucca– che le cave siano luogo di lavoro e fonte di sostentamento per la montagna. Senza cave il piano e l’intero comparto non avrebbero futuro: nel Parco occupano circa il 3% della superficie totale e sono dislocate in aree contigue alle zone protette. C’è un 97% del parco su cui vorremmo aprire una riflessione. Levigliani è la prova che si può fare: un modello virtuoso che grazie all’attività estrattiva finanzia turismo, combatte lo spopolamento e sostiene le economie locali. Per noi l’obiettivo è che il marmo possa essere una vera ricchezza da non lasciare in mano a pochi. Almeno il 50% del materiale deve essere lavorato in loco. Poi c’è il tema della sicurezza dei lavoratori e dei controlli: la Regione dal 2016 ha avviato un piano straordinario mettendo risorse sull’attività ispettiva ma le aziende devono essere disponibili ad introdurre misure di flessibilità che valorizzino l’equilibrio vita-lavoro attraverso la contrattazione".