Fidanzatini morti in Darsena. Disposta l’udienza preliminare: "Il motociclista andava veloce"

Dopo l’incidente probatorio il Pm Mariotti ha chiuso le indagini chiedendo il processo per l’indagato. Il centauro dovrà presentarsi davanti al Gip il prossimo 11 settembre. La ricostruzione del terribile impatto.

Fidanzatini morti in Darsena. Disposta l’udienza preliminare: "Il motociclista andava veloce"

Fidanzatini morti in Darsena. Disposta l’udienza preliminare: "Il motociclista andava veloce"

Emma e Leo stavano andando al mare, quella mattina, quando rimasero coinvolti in un terribile incidente stradale in Darsena nel quale persero la vita i due fidanzatini poco più che ventenne. A distanza di quasi un anno da quell’incidente, il Gip, su richiesta del pubblico ministero Antonio Mariotti, ha fissato al prossimo 11 settembre la data dell’udienza preliminare in cui dovrà comparire il motociclista di 38 anni nato a Massarosa, residente a Viareggio, difeso dall’avvocato Guido Maria Tacchi. Il giovane centauro è accusato di omicidio stradale in sostanza per non aver adeguato la velocità e di non essersi messo pertanto nelle condizioni di frenare per tempo evitando di piombare addosso ai due giovani caduti di bicicletta.

A queste conclusioni si è giunti dopo aver ascoltato diverse testimonianze, visionato filmati, esaminato la ricostruzione degli agenti della polizia municipale e, soprattutto, dopo che si è svolto un incidente probatorio nel corso del quale il perito del tribunale ha ricostruito quanto accaduto. E proprio alla luce delle conclusioni presentate dal perito, il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio del centauro indagato. Secondo la ricostruzione del Pm il giovane centauro percorrendo via dei Pescatori, giunto all’intersezione fra via del Porto e via Giorgetti regolamentata con segnaletica orizzontale di dare precedenza tracciata sulla via dei Pescatori direzione monti-mare "non ha regolato la velocità in funzione delle condizioni e delle caratteristiche della strada e del traffico, mantenendo una velocità che non gli consentiva di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile". Con la fiancata della sua moto ha così travolto i due fidanzatini "che si trovavano sdraiati al suolo dopo essere caduti dalla bici elettrica". Le parti offese sono i genitori dei ragazzi morti difesi dagli avvocati Cristiano Baroni, Simone Lepore, Luca Paolini.

Paolo Di Grazia