È arrivato il tempo delle mele: "Universali come le maschere"

Il colorato progetto artistico invade gli spazi ubblici per poi maturare nelle sale della Gamc

Non sarà trendy come l’avocado né stravagante come il tamarindo. Ma la mela è eterna. È la Genesi e la fine, il caos e l’armonia. È d’oro nel mito e stregata nelle favole. Sotto un melo si svelano i prodigi di Mago Merlino e la teoria sulla gravità di Newton. È spirito e scienza. Cielo e terra. Dopo 150 anni il Carnevale sceglie la mela, oltre ai corsi, per affacciarsi ai prossimi 150, "Perché è un elemento di congiunzione – spiega la presidente della Fondazione Marialina Marcucci –. È imperitura, accompagna da sempre la storia dell’umanità ed è destinata al futuro".

Si intitola “Mela. Da simbolo universale a icona di sostenibilità“ il progetto in cinque spicchi curato da Maurizio Vanni, organizzato e coordinato da Omina, che nasce da una mela, "come simbolo della tradizione, arcaica e anche moderna", per aprire una riflessione trasversale su temi legati alla natura e alla sostenibilità e alle nuove tecnologie. Un percorso da assaporare: tra urban art, con l’installazione diffusa di 15 mele d’autore; una mostra alla Gamc, fra arte digitale e artigianale; il forum “Le regole del caos“ ( il 27 gennaio dalle 9 alle 18 all’Esplanade) dedicato ai media e l’ecologia, il seminario “Cultura e tecnologia digitale“ (il 19 gennaio dalle 9 alle 13 all’Esplanade) dedicato all’intelligenza artificiale; i talk (7, 14 e 21 febbraio alla Gamc), e un Playble City, che chiama gli studenti a immaginare e recuperare nuovi spazi nella città.

Il primo morso lo abbiamo già assaporato, guardando maturare le 15 “mele d’artista”che compongono l’esposizione en plein air “ “Morsi di sostenibilità. L’arte urbana diventa sostenibile” che stimola alla responsabilità ambientale sia per i temi proposti sia per l’utilizzo di materiali a impatto zero. A firmare i pomi sono 9 carristi del Carnevale (Jacopo Allegrucci, Luca Bertozzi, Silvano Bianchi, Marella Sampieri e Massimo Breschi, Umberto Cinquini, Sara Culli, Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi, Michelangelo Francesconi, Elodie Lebigre) e 6 diplomati del Liceo Artistico “Passaglia” di Lucca (Daria Berti, Camilla Ginesi, Caterina Dina Luchi, Alessandro Mattiello, Elena Pietrini, Chiara Romani). Sarà inaugurata il 20 gennaio la mostra “Mela ride. Dalla simbolica mela ecologica all’ironica mela della trasformazione“, con un progetto di allestimento dell’architetto Paolo Riani, che unisce, nella Sala Viani della Gamc, l’universo dell’arte dell’effimero, con bozzetti e foto dei carri a tema, e le opere di arte digitale di Moor Gianluca Balocco, Daniela Corsini, Massimo Podestà, Riccardo Saltini, Giampaolo Territo.