Con tre figli e senza una casa. Si incatena in Comune per disperazione

Con tre figli e senza una casa. Si incatena in Comune per disperazione
Con tre figli e senza una casa. Si incatena in Comune per disperazione

Viareggio, "Ho dormito qualche sera in un albergo, a 70 euro a notte. Poi sono finita per strada, ho dormito anche sotto le logge del Piazzone. Non è vita questa...".

Ma più del freddo e del buio, più dei rischi della strada, è la paura di stare lontana dai suoi figli che ha portato Selene a gridare, ieri, tutta la sua disperazione fuori dal Comune. Si è incatenata alla cancellata, per chiedere di essere ascoltata. Perché dall’ufficio sociale non ha ricevuto le risposte che sperava, "E il sindaco – racconta –, nonostante le richieste, non mi ha mai ricevuta".

Selene ha 26 anni, e tre figli di 3, 4 e 5 anni "che frequentano regolarmente la scuola, di cui mi prendo curo e a cui non faccio mancare niente".

Dopo lo sfratto, nonostante abbia un lavoro come badante, Selene è precipitata nel vortice della precarietà abitativa. In una città che, come le grandi metropoli, offre pochi affitti stabili (divorati dal mercato turistico) e comunque a caro prezzo. "Da sei anni faccio richiesta per la casa popolare. E da sei anni – racconta la giovane mamma – sono ancora 170esima in graduatoria". Il servizio sociale ha provato a proporle una soluzione temporanea: una sistemazione d’emergenza, in condivisione, in “Casa Tosca“ a Torre del Lago. "Ma – prosegue Selene – non credo che questa sia la soluzione adeguata per tre bambini così piccoli". Per questo ha rinunciato, e ha preferito sistemare i suoi bambini temporaneamente a casa di parenti. Mentre lei prova, ogni giorno, ad arrangiarsi. "Quello che chiedo – prosegue Selene – è di poter crescere i miei figli in una casa. Ho chiesto aiuto, ma pare non esserci una soluzione per noi". Per questo ha deciso di manifestare, pubblicamente, tutta la sua disperazione. Incatenandosi alle porte del Comune. Ad ascoltarla gli agenti della Polizia Municipale, che dopo averle confermato un nuovo appuntamento con l’ufficio sociale (per giovedì’ mattina) l’hanno convinta a liberarsi dalla catene.

mdc