Campo d’Aviazione: "Aiuto mi si sono ristretti i negozi di vicinato. È sparita anche la banca"

Viaggio nel quartiere residenziale che pur essendo popoloso perde le attività. E il pastificio Franceschi ha preferito trasferirsi di sede per intercettare i clienti .

Mannocchi

L’annuncio dell’addio alla Cartoleria Centrale dello storico titolare Brunello Volpe, unito all’appello del decano che profetizza la morte del centro "per asfissia", riporta sotto i riflettori il tema della sopravvivenza del piccolo commercio locale ai tempi che cambiano inesorabilmente.

Anno dopo anno, i ritmi sono sempre più serrati, le famiglie vivono perennemente di corsa e anche la spesa va calendarizzata nelle agende fittissime di impegni, tra l’allenamento della figlia grande, il catechismo del bimbo piccolo e l’ora di fitness che serve a compensare i sensi di colpa delle otto passate a sedere dietro una scrivania. E per chi proprio non riesce a ritagliarsi un fazzoletto di tempo per gli acquisti, c’è sempre il refugium peccatorum dell’online, dove si trova di tutto con lo sforzo di un pollice.

A soffrirne, naturalmente, è il piccolo commercio al dettaglio: quei negozietti di vicinato che funzionavano quando il quartiere era vivo, tutti si conoscevano e il momento delle spese era anche un’attività di socializzazione. Della desolazione del centro abbiamo raccontato tante volte. Ma la periferia come se la passa? Ieri mattina abbiamo scandagliato l’ex Campo d’Aviazione, uno dei quartieri residenziali più popolosi della città.

Bene, la geografia in evoluzione del quartiere racconta proprio dello svuotamento delle piccole attività. Di negozi aperti ce ne sono ancora, naturalmente, ma tendono a concentrarsi sulle principali vie di passaggio. Ad aggregarsi in ’centri’ o ’poli’, come da tendenza del nuovo millennio. Con tutti i pro e contro del caso. Via dei Lecci, ad esempio, è l’arteria più trafficata del quartiere e ospita un po’ di tutto: bar, pizzerie, lavanderia, pasticceria, parrucchiere, macelleria, forno, rosticceria, le immancabili agenzie immobiliari, frutta e verdura, edicola e così via. E infatti è l’unica via del Campo d’Aviazione in cui capita di imbattersi in un sovraffollamento di auto, che a volte vengono lasciate in sosta in modo originale.

Addentrandosi nel quartiere, invece, si trovano solo fondi sfitti. In via Corridoni ce ne sono un paio adiacenti, con le saracinesche abbassate: si tratta di un piccolo fondo che fino a pochi mesi fa ospitava una palestra e di un locale più grande che un tempo accoglieva un negozio di vestiti. Ma la zona non ’tira’ più: e così se ne sono andati tutti.

L’altro ’polo’ commerciale del quartiere è nell’isolato dove un tempo fu piazzata la Circoscrizione, in particolar modo lungo via Parri: fondi commerciali od orientati ai servizi al pian terreno, appartamenti a salire. E lì a due passi, lungo la via Filzi, palpita un segmento di due o trecento metri che ospita diverse attività, dal supermercato al ciclista. E in cui, da qualche tempo, si è trasferito il pastificio Franceschi, dopo decenni di onorata militanza all’angolo tra via Orzali e via Baracca, quasi al baricentro del quartiere. Insomma, pure un ’mostro sacro’ come lo storico pastificio ha annusato l’aria e si è trasferito nel ’polo’ commerciale per intercettare il transito. Lo stesso viaggio è stato intrapreso dalla Cantina Sociale, che ormai diversi anni fa si è spostata in via Parri dalla più tranquilla e residenziale via Buozzi. Un fenomeno di accentramento, dunque, necessario alla sopravvivenza di queste piccole attività.

Ma anche dove il sole continua a battere, non tutto è rose e fiori. Poco tempo fa ha chiuso l’unica banca presente nel quartiere, che ha dunque perso un servizio importante per la cittadinanza. E non è l’unico fondo vuoto nella piccola e densa area commerciale del Campo d’Aviazione. In via Parri, oltre alla banca, ci sono altri tre enormi locali vuoti, con i vetri impolverati e il materiale accatastato all’interno, in un disordine che sfiora la discarica: sedie, pezzi di cartone, fogli buttati per terra a prender polvere che restituiscono un’immagine di degrado che non ci si aspetterebbe di trovare in un quartiere tutto sommato tranquillo, residenziale e a tratti florido come il Campo d’Aviazione. E alla luce della profezia di un commerciante storico come Volpe, viene da chiedersi quanto ossigeno rimanga alle piccole attività di vicinato, strette nella morsa dei maxi centri dove tutto è a portata di mano, e i rivenditori online che mettono tutto a portata di un solo pollice.