DANIELE MASSEGLIA
Cronaca

Anche Lina Botero "tifa" Pietrasanta: "Merita il titolo di capitale dell’arte"

La figlia del compianto scultore colombiano sostiene, insieme a Comas e Millán, la candidatura della città

Lina Botero durante l’evento-omaggio «Mi querida Pietrasanta» nel giugno 2024

Lina Botero durante l’evento-omaggio «Mi querida Pietrasanta» nel giugno 2024

Il 28 giugno 2024 Lina Botero con i suoi racconti aveva emozionato il pubblico accorso al Parco della lumaca per l’evento-omaggio "Mi querida Pietrasanta", promosso dall’associazione "Le botteghe di Pietrasanta" a un anno dalla scomparsa del celebre artista colombiano Fernando Botero, padre di Lina, e di sua moglie, anche lei artista, Sophia Vari. Ora, a poco più di due settimane dalla scadenza per la definizione delle finaliste del concorso per la capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, Lina torna a tifare per la Piccola Atene, città che sulla via della Rocca accoglie l’ex dimora di Fernando e Sophia.

"Pietrasanta è l’incontro perfetto tra la storia e la creatività di oggi, tra la tradizione e l’innovazione – sottolinea Lina – e per questo merita davvero di diventare la capitale dell’arte contemporanea. Da secoli questo è un luogo importantissimo per il lavoro che si faceva con il marmo e lo è tuttora: oggi esistono più di 50 laboratori in città, tantissime gallerie d’arte, si organizzano mostre di livello internazionale e si ritrovano qui artisti da tutto il mondo per lavorare insieme ad artigiani e fonditori. Mio padre – aggiunge – ha vissuto a Pietrasanta per più di 40 anni, questa è diventata la nostra seconda casa e proprio qui, nel 2027, faremo insieme al Comune una grande mostra dedicata alla sua attività di scultore e pittore". Oltre a Lina, arrivano nel frattempo altri messaggi dalla comunità artistica della città a favore della candiatura. Come quello dell’artista portoricana Nilda Comas: "Sono arrivata qui nel ‘93, su invito dello scultore Bruno Lucchesi. Mi disse: ’Vieni per imparare dai più bravi’. Il mio sogno era lavorare il marmo, all’epoca non c’erano molte donne che lo facevano ma Pietrasanta è un luogo dove le opportunità arrivano: la mattina, a prendere il caffè, incontravo artisti che avevo visto solo sui libri. Pietrasanta merita il riconoscimento di capitale dell’arte perché non c’è un altro posto nel mondo in cui si possa trovare questo rapporto tra artisti e artigiani: noi abbiamo un sogno ma sono gli artigiani che ci aiutano a realizzarlo".

Dalla Catalogna, infine, incrocia le dita Laura Millán, sindaco di Palafrugell, città con cui Pietrasanta ha stretto un patto di amicizia: "Tutto il nostro supporto a Pietrasanta: la città se lo merita per il suo percorso storico e il suo posizionamento contemporaneo come centro artistico in Italia e nel mondo. Ha un rapporto intimo con tutto ciò che circonda l’arte: lo si percepisce, lo si vede arrivando in città. Buona fortuna, contate sul sostegno di Palafrugell".

Daniele Masseglia