Umbria, tira una buona aria. Qualità su livelli positivi: "Ma a Terni nichel alto"

Il bilancio 2023 di Arpa nelle parole del direttore generale Luca Proietti. Il caso polveri sahariane: "I cambiamenti climatici influiscono anche sul Pm1".

Umbria, tira una buona aria. Qualità su livelli positivi: "Ma a Terni nichel alto"

Ieri. Arpa Umbria ha presentato la «Valutazione della qualità dell’aria 2023 in Umbria»

Un "miglioramento generale e una qualità buona", significati anche "dal rispetto dei valori limite del particolato atmosferico Pm10 in tutte le postazioni (24 centraline su 24, ndr.)" ma che deve fare i conti anche con criticità, riferite soprattutto alla Conca ternana: ieri mattina, a Terni, Arpa Umbria ha presentato la "Valutazione della qualità dell’aria 2023 in Umbria". Circa gli elementi critici, il direttore generale di Arpa Umbria, Luca Proietti, ha spiegato che "la centralina di Prisciano (Terni, accanto alle acciaierie, ndr.) presenta valori in controtendenza rispetto al trend generale dell’inquinamento, che è in miglioramento, in particolare rispetto al nichel. Regione, Comune e Ast-Arvedi sono chiamati a contrastare insieme questo fenomeno, rientrando nei valori limite come impone la legge". Circa le polveri, "i valori più alti - spiegano da Arpa - riguardano la Conca ternana" con la postazione di Maratta che ha registrato "il maggior numero di superamenti giornalieri, 41, di cui otto dovuti a fenomeni naturali". Il riferimento è alle polveri sahariane: "Negli ultimi anni i cambiamenti climatici - osserva Proietti - influiscono anche sul Pm10. Ogni volta che l’anticiclone africano ‘rompe gli argini’ ed arriva da noi, abbiamo un innalzamento delle polveri e purtroppo le azioni locali non funzionano più. La lotta del presente e del futuro è proprio ai cambiamenti climatici". Insomma lo stop al traffico che veniva praticato negli anni scorsi e che ad esempio, Perugia non mette più in campo dai tempi della pandemia, serve èpiù a poco (semmai fosse mai servito). Anche in Umbria, come in molte altre zone d’Italia, un osservato speciale è l’ozono, inquinante presente specialmente in estate. Nel 2023, 6 stazioni su 9 hanno rispettato il valore obiettivo mentre solo 2 su 9 hanno rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana.

L’aumentare di eventi di caldo estremo e l’assenza di precipitazioni hanno nel tempo favorito l’aumento dei valori misurati di ozono. Alla presentazione sono intervenuti anche l’assessore regionale all’ambiente Roberto Morroni, il direttore della direzione regionale Governo del territorio, ambiente, Protezione civile Stefano Nodessi Proietti e Marco Vecchiocattivi di Arpa Umbria. Per Morroni "il trend è in chiaro miglioramento anche se la Conca ternana mantiene alcune specificità da affrontare. Gli investimenti di questi anni, e quelli che intendiamo fare, stanno producendo risultati tangibili. Su Terni, piano industrale e accordo di programma con Ast possono rappresentare una svolta anche sul piano ambientale".