DANIELE MINNI
Cronaca

Terrorizzano e derubano i coetanei. Quattro col braccialetto elettronico

Spoleto, giovanissimi ai “domiciliari“ per aver picchiato e rapinato due studenti. Le indagini del Commissariato

Terrorizzano e derubano i coetanei. Quattro col braccialetto elettronico

Terrorizzano e derubano i coetanei. Quattro col braccialetto elettronico

Avrebbero picchiato due giovani studenti per sottrargli una collanina d’oro, un borsello, una felpa e un telefono cellulare: braccialetto elettronico per i componenti della baby gang. A finire ai domiciliari, sono quattro ragazzi tra i 18 ed i 21 anni accusati di rapina aggravata e lesioni. A individuarli, gli uomini del Commissariato di Spoleto. I fatti sono accaduti in una serata di settembre. Ad agire sono state cinque persone che, dopo aver avvicinato due giovani studenti con un pretesto, li avevano violentemente percossi per poi sottrarre una catenina d’oro ed un borsello alla prima vittima, una felpa ed un cellulare alla seconda. Commessa la rapina, i giovani erano fuggiti, facendo perdere le proprie tracce. Non tutti, però, perché le ricerche della polizia e dei vigili urbani hanno permesso l’arresto in quasi flagranza di uno degli autori, ora detenuto nella casa di reclusione di Spoleto. Le indagini hanno consentito di risalire all’identità dei complici. Sono state eseguite perquisizioni domiciliari che hanno consentito di rinvenire e sequestrare, nelle abitazioni degli indagati, la felpa e gli abiti utilizzati durante la rapina. Sulla scorta delle risultanze investigative acquisite, valutata la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato, il pm ha richiesto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di quattro degli indagati ancora a piede libero, nonché degli arresti domiciliari per un quinto compartecipe morale ai fatti di reato. Il gip, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari in ordine ai delitti contestati per quattro dei cinque indagati ancora liberi, ha emesso nei loro confronti un’ordinanza di applicazione dei domiciliari, con controllo mediante dispositivo elettronico e divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi.