ERIKA PONTINI
Cronaca

In tribunale per la separazione. L'ex marito si fidanza con la giudice

Il caso a Perugia. L’ex moglie si appella al Csm: ora pretendo chiarezza

Tribunale (foto d'archivio)

Tribunale (foto d'archivio)

Perugia, 22 giugno 2019 - Si separa in tribunale e l’ex marito si fidanza con la giudice civile che ha emesso la sentenza. Che sia stato un colpo di fulmine durante l’udienza, oppure no, sarà ora il Consiglio superiore della magistratura ad accertarlo. Perché da Perugia la vicenda è finita dritta a Palazzo dei Marescialli ai quali la ex moglie ha presentato un esposto chiedendo di fare chiarezza su quanto accaduto per verificare, innanzitutto, se la giudice in questione abbia rispettato i requisiti di imparzialità e terzietà obbligatori per un appartenente alla magistratura. O, viceversa, si sarebbe dovuta astenere.

La storia  – secondo quanto si apprende – si snoda attraverso il 2018 ma solo nelle scorse settimane il Csm, l’organo di autogoverno delle toghe cui spetta il potere disciplinare e di vigilanza, ha ricevuto l’esposto. I due coniugi, una giovane coppia perugina, genitori di un bambino, si lasciano all’inizio dell’anno. E’ uno dei tanti matrimoni in frantumi se si considera che in appena un anno al tribunale civile di Perugia arrivano 1.063 tra divorzi e separazioni (consensuali o giudiziali). Con la delusione personale arriva l’inevitabile strascico giudiziario. Viene quindi presentata una richiesta di separazione giudiziale al tribunale di Perugia e, dopo l’udienza presidenziale di rito (davanti alla presidente Mariella Roberti) – per i provvedimenti urgenti in tema di mantenimento, affidamento della prole e diritti di visita sul figlio – la causa viene assegnata a uno dei giudici della Sezione famiglia.

I coniugi  – e i rispettivi legali – sembrano non trovare un accordo extragiudiziale. Come previsto si dovrebbe instaurare un contraddittorio e una causa giudiziale, spesso purtroppo infinita e costosa. Ma in udienza si arriva ad una soluzione all’apparenza condivisa (ruota tutto attorno alla proprietà dell’abitazione) e la separazione si trasforma in consensuale. Appena venti giorni dopo viene depositata la sentenza. Solitamente il tribunale impiega circa 3-4 mesi, in casi analoghi. E siamo a novembre 2018. A dicembre sarebbe stato direttamente il marito – di fatto ormai ex – a comunicare, secondo quanto segnalato al Csm dalla donna, di avere una relazione stabile con una nuova compagna. E poi a svelare che la donna in questione è nientemeno che la giudice che li ha separati appena poche settimane prima.

All'iniziale stupore per la notizia e all’idea di una famiglia allargata dell’ex marito e del figlio con la giudice della separazione, subentrano i dubbi sulle tempistiche e, soprattutto, sull’imparzialità del magistrato. Di lì la decisione di segnalare l’accaduto al Csm che ora dovrà svolgere accertamenti.