Sanitari, la piaga delle aggressioni: "Più polizia nei pronto soccorso"

L’assessore Coletto: "Progetti specifici con le forze dell’ordine. E migliorare la presenza di agenti"

Sanitari, la piaga delle aggressioni: "Più polizia nei pronto soccorso"
Sanitari, la piaga delle aggressioni: "Più polizia nei pronto soccorso"

Progetti specifici con le forze dell’ordine oltre a incrementare e migliorare la presenza degli agenti di polizia nei pronto soccorsi dell’Umbria. Sono due delle iniziative che intende mettere in campo l’Assessorato alla Sanità dopo le recenti aggressioni avvenute ai danni di sanitari (a Foligno e Perugia). Se ne è parlato durante il question time di ieri mattina a Palazzo Cesaroni, dopo che i consiglieri regionali della Lega, Paola Fioroni e Stefano Pastorelli, hanno presentato un’interrogazione per conoscere quale azioni intendesse mettere in campo la Direzione regionale.

"Bisogna prevedere per i Pronto soccorso il potenziamento delle misure di prevenzione – ha detto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto – attraverso la riduzione del sovraffolamento, dei tempi di attesa, adeguamento dei luoghi di attesa, la gestione dei triage. Importante potenziare le misure di gestione degli episodi di violenza attraverso le seguenti azioni: verificare la possibilità di attivare un call center con richiesta di aiuto con segnaletica dedicata, valutare la possibilità di incrementare l’attività di vigilanza e valutazione della possibilità di definire progetti specifici con le forze dell’ordine. Ci stiamo attivando in tal senso attraverso la previsione di percorsi specifici, interessando i Prefetti di Perugia e Terni – ha aggiunto – per migliorare la presenza degli agenti nei posti di polizia all’interno degli ospedali. Questo permetterà di poter intervenire in maniera immediata e più agevole a protezione del personale sanitario".

"Si punta inoltre a favorire lo sviluppo in ciascuna Azienda – ha continuato l’assessore – di una policy contro episodi di violenza a danno di operatori, quindi a redigere, diffondere ed implementare il piano concernente il programma aziendale per la prevenzione degli atti di violenza; gestire gli episodi contro gli operatori sia a livello individuale, sia a livello di sistema standardizzando le modalità di segnalazione delle aggressioni e definendo i flussi informativi. Il documento regionale prevede che, a prescindere dalla natura e dalla gravità del danno, l’operatore vittima di violenza o il coordinatore della struttura – ha concluso – deve tempestivamente segnalare l’evento tramite la compilazione di un’apposita scheda di segnalazione".