
A sinistra Michele Arcaleni: stretta di mano con Antonio Bartolini (Fondazione)
Un’intesa che dura da quasi tre secoli secoli e che ora è stata rinnovata. La Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, ente proprietario del complesso monumentale dell’Abbazia di San Pietro e l’Osservatorio Sismico “Andrea Bina” di Perugia, hanno sottoscritto l’atto con il quale la Fondazione rinnova l’affidamento dei locali al centro sismico, per una durata di quindici anni, con un contratto che è rinnovabile tacitamente alla scadenza.
L’annuncio dell’importante accordo arriva da Antonio Bartolini, vice presidente della Fondazione e da Michele Arcaleni, direttore dell’Osservatorio Sismico, con l’importante collaborazione di Mauro Cozzari, direttore amministrativo della Fondazione. "E’ interesse della Fondazione Agraria che l’Osservatorio prosegua la propria attività negli spazi in cui opera da secoli", negli stessi spazi in cui, nel 1751, Padre Andrea Bina inventò il primo sismografo a pendolo della storia". Questo uno dei passaggi che spiega la rinnovata intesa e sintonia, mai interrotte.
Quella dell’Osservatorio è una storia affascinante che gli umbri e i perugini conoscono bene: la struttura, infatti, – diretta per oltre 50 anni dal compianto padre Martino Siciliani – rappresenta uno dei più antichi osservatori sismici italiani e nelle sue sale hanno transitato scienziati illustri come Benedetto Castelli (che nel 1639 inventò il pluviometro insieme a Galileo Galilei) e Guglielmo Marconi (collaboratore di Padre Bernardo Paoloni, direttore dell’Osservatorio Sismico dal 1929 al 1944). Durante le varie crisi sismiche che si sono susseguite nel corso del tempo, come quelle di Valfabbrica del 1979, Gubbio 1984, Colfiorito 1997, fino ad arrivare alla più recente Norcia 2016, il centro è sempre stato in prima linea sia per il monitoraggio sismico che per le attività di ricerca connesse alla riduzione del rischio sismico.
Tra le varie attività di pubblico interesse che oggi caratterizzano il centro sismico, il monitoraggio sismico (sia velocimetrico che accelerometrico) del territorio regionale, in convenzione con la Regione Umbria e con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; le attività di ricerca scientifica; gli studi di risposta sismica locale nell’ambito della progettazione e per la prevenzione del rischio sismico e le indagini geofisiche per la conoscenza delle proprietà geofisiche dei terreni.
Il centro sismico organizza inoltre convegni scientifici e l’attività di ricerca scientifica e di stage formativo viene svolta in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia e svolge anche attività didattica come visite guidate e progetti con le scuole di ogni ordine e grado, come, ad esempio, progetti Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) e Stem (Science, technology, engineering and mathematics). "La firma di questo importante documento – ha detto Bartolini – è un’azione svolta all’insegna della continuità, della tradizione e della valorizzazione dell’immenso patrimonio di San Pietro. Ciò rappresenta uno degli scopi per i quali è stata creata la Fondazione per l’Istruzione Agraria".