REDAZIONE UMBRIA

Ridotto in fin di vita dal “branco“. Tre giovani finiscono a processo

Città della Pieve, le violenze sul ragazzino l’estate scorsa. Prima udienza fissata per il 9 dicembre

Ridotto in fin di vita dal “branco“. Tre giovani finiscono a processo

Inizierà il 9 dicembre il processo a carico del “branco“ che l’anno scorso ridusse in fin di vita un ragazzino di Po’ Bandino in una sera di mezza estate in un locale di Città della Pieve. Lo avevano colpito anche alle spalle, mentre l’amico cercava di strapparlo alla ferocia, rimediando anche lui qualche pugno in faccia. Il ragazzino era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, finito in Rianimazione a seguito di un’emorragia cerebrale dopo le botte prese nella notte tra il 7 e l’8 agosto del 2023. Per giorni venne mantenuto sotto sedazione in attesa che l’ematoma si riducesse evitando il peggio.

In quel pestaggio brutale, come detto, era finito in mezzo anche l’amico, fu lui il primo a raccontare i fatti quando si riprese: disse di essere stato colpito con dei pugni al volto; l’amico invece, che nel corso dell’aggressione era stato anch’egli colpito ripetutamente al viso, era finito a terra battendo la testa. In un primo momento era riuscito ad alzarsi, per poi crollare nuovamente a terra privo di conoscenza. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri di Città della Pieve coordinati dal comandante Luca Battistella permisero nell’immediato di identificare i primi due dei presunti responsabili dell’aggressione, denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia per lesioni personali aggravate in concorso. Poi nel corso delle indagini vennero denunciati anche altri giovani, tre maggiorenni di 24, 20 e 21 anni ritenuti responsabili delle violenze e ieri mattina il Gip di Perugia ha appunto rinviato a giudizio i tre giovani. La ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti racconta - come descritto dal pubblico ministero Franco Bettini nel capo di imputazione - una brutale rissa, in cui il minorenne considerato il responsabile dei pugni era arrestato con l’accusa di lesioni personali aggravate in concorso, ed era stato collocato in una struttura fuori regione. Per lui e l’altro minore procede infatti la Procura per i minorenni. Per il ventiquattrenne macedone e il ventunenne romano l’accusa è di aver in concorso tra loro e con due minori colpito "con calci e pugni alla testa e in altre parti del corpo" il giovane di 16 anni al quale hanno cagionato "lesioni personali che ne mettevano in pericolo la vita". Il terzo si sarebbe invece aggiunto quando, in concorso con gli stessi minorenni, avrebbe colpito al volto con pugni il secondo ragazzino rimasto ferito.

Sa.Mi.