Pecorelli, è il giorno del giudizio. Rischia 8 anni di carcere in Albania

Primo grado del processo alla procura di Puke. Lui: "Non sono un criminale". Pesa l’accusa di truffa

Pecorelli, è il giorno del giudizio. Rischia 8 anni di carcere in Albania

Pecorelli, è il giorno del giudizio. Rischia 8 anni di carcere in Albania

di Fabrizio Paladino

È attesa per oggi la sentenza di primo grado nei confronti di Davide Pecorelli – l’imprenditore con attività anche a Città di Castello e Sansepolcro, ex arbitro della sezione di Arezzo – contro il quale la Procura di Puke, in Albania, ha chiesto otto anni di carcere. Il quarantanovenne , padre di 4 figli, infatti, viene processato nel paese delle Aquile dove, come noto, a gennaio del 2021, si è finto morto carbonizzato in un’auto per poi montare su un gommone – quasi nove mesi dopo – a cercare un fantomatico tesoro di monete al largo dell’Isola di Montecristo.

La decisione del giudice era prevista per l’inizio dello scorso mese di marzo ma il magistrato albanese ha preso tempo rinviando l’udienza alla giornata odierna.

Pecorelli viene ritenuto responsabile dei reati di truffa, vilipendio delle tombe, azioni che impediscono la scoperta della verità, distruzione della proprietà mediante incendio e attraversamento illecito del confine.

L’accusa di truffa preoccupa soprattutto l’imprenditore, pur sei i suoi avvocati – Massimo Brazzi e Andrea Castori – nella loro memoria difensiva hanno sottolineato relativamente all’incendio dell’auto che in passato più volte il loro cliente aveva affittato mezzi dalla stessa azienda durante i precedenti viaggi e che successivamente il Pecorelli ha pure risarcito il danno, quindi non esistono i presupposti per un’accusa così grave che potrebbe far aumentare in maniera considerevole la condanna.

"Non sono un criminale e neppure un assassino – aveva detto il 49enne nei giorni scorsi – Ho sbagliato e pagherò per i miei errori, come ho fatto tante altre volte nella mia vita, ma una condanna così pesante oggettivamente non sarebbe giusta. Otto anni di carcere in Albania? Sono terrorizzato solo all’idea, da mesi non dormo.

Per quanto riguarda la successiva ed eventuale richiesta di estradizione dell’imprenditore ed ex arbitro (in base alla sentenza odierna), la Corte d’appello di Perugia tratterà il caso dell’autorità giudiziaria del Paese delle aquile il prossimo 28 maggio, dopo aver accolto la richiesta di rinvio, avanzata dai suoi difensori.

Il 49enne di Selci Lama era stato dato per morto in Albania, per ricomparire naufrago nei pressi dell’isola di Montecristo, impegnato nella ricerca del suo tesoro. Pecorelli avrebbe simulato la sua morte nel rogo dell’auto presa a noleggio.