
Davide Pecorelli, l’ex arbitro e imprenditore estradato da un mese e mezzo in Albania e sempre rinchiuso nel carcere della capitale Tirana
È fissato per oggi al tribunale di Tirana il processo di appello nei confronti di Davide Pecorelli, estradato da un mese e mezzo in Albania e sempre rinchiuso nel carcere della capitale. I giudici del Paese delle Aquile si riuniranno per stabilire se all’imprenditore ed ex arbitro di serie C della sezione di Arezzo verrà confermata o meno in maniera definitiva la condanna a 4 anni di galera. Stamani la moglie di Davide partirà direzione Tirana per assistere al procedimento che rappresenta sicuramente un punto di svolta nella vicenda giudiziaria dell’ex arbitro di Arezzo e imprenditore di San Giustino umbro. In questi giorni peraltro – in attesa del verdetto dei giudici – gli avvocati difensori Andrea Castori e Massimo Brazzi hanno valutato, insieme ai colleghi albanesi incaricati di seguire sul posto l’udienza, le carte da giocare nell’ipotesi che venga meno l’aggravante della truffa con conseguente accorciamento di pena per poter avere ulteriori benefici; contestualmente verrà presentata istanza per un obbligo di dimora in Albania oppure gli arresti domiciliari, visto che Pecorelli ha i suoceri che risiedono a Valona.
Non è escluso un rinvio della sentenza odierna, visto che i legali dell’ex arbitro hanno intenzione di coinvolgere nuovamente il ministro della giustizia Nordio: l’obiettivo è quello di ottenere misure alternative, rispetto alla galera, da scontare in Italia.
Peraltro la situazione carceraria a cui Davide deve far fronte dallo scorso 7 maggio è particolarmente precaria: il 49enne ha ricevuto la visita della moglie già in due circostanze. Vive in una cella con altri quattro detenuti, tutti albanesi; a quanto pare con loro si è ben integrato ma sono le condizioni igieniche della struttura a rendere la permanenza oltremodo complicata.
Fabrizio Paladino