
Nicholas Colombini, nella foto del profilo Fb, deceduto in ospedale tre giorni dopo il grave infortunio mentre lavorava in un capannone di Quarto d’Asti
"Basta omicidi su lavoro". Così i sindacati, manifestando davanti alla Prefettura di Asti, hanno definito la morte di Nicholas Colombini, l’elettricista ternano di 32 anni deceduto in ospedale martedì scorso, dopo tre giorni di agonia, per essere rimasto follgorato mentre lavorava in un capannone di Quarto d’Asti. Il terribile incidente sul lavoro, dalle tragiche conseguenze, era avvenuto il 10 agosto scorso. Nicholas, conosciutissimo a Terni anche per la sua pratica del judo, passione ripresa dal papà, il maestro Roberto, ha lasciato la compagna e due figli piccoli. Ieri ad Asti la manifestazione di Cgil e Uil. "Un incidente che i sindacati non esitano a definire un “omicidio sul lavoro” - riporta lavocedi asti.it , termine che vuole evidenziare la gravità e l’urgenza del problema, che le sigle sindacali ritengono legato soprattutto al fenomeno dei subappalti incontrollati. I segretari Luca Quagliotti (Cgil) e Armando Dagna (Uil), nel corso del successivo incontro con la viceprefetto Enrica Montagna, hanno ribadito la necessità di un’azione immediata per fermare questa “strage silenziosa” che, ha rimarcato Quagliotti, vede la provincia di Asti al secondo posto in Italia, subito dopo Catanzaro, per numero di morti sul lavoro in proporzione al numero di occupati". "Le aziende si chiamano fuori dalle responsabilità, ma noi riteniamo che debbano rispondere delle scelte fatte, soprattutto quando queste decisioni riguardano subappalti al massimo ribasso, che mettono a rischio la vita dei lavoratori. Senza un cambiamento radicale da parte dei datori di lavoro, omicidi sul lavoro come quello di Quarto continueranno ad accadere", ha sottolineato su lavocediasti.it il segretario della locale Camera del Lavoro. "Fondamentale, secondo Quagliotti e Dagna – continua lavocediasti.it – è anche l’adozione di un protocollo per la regolarità degli appalti pubblici, una misura necessaria per arginare le pratiche di subappalto selvaggio, spesso alla base degli incidenti mortali". L’azienda A2a nei giorni scorsi aveva espresso "profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Nicholas Colombini", morto folgorato mentre stava eseguendo dei lavori di manutenzione in un capannone di Quarto d’ Asti. "Colombini - ricordava A2a - lavorava per El.Te, la società che ha in appalto i lavori di rinnovo di una porzione dell’impianto di trattamento del rottame vetroso di Asti. Sin da principio A2a Ambiente ha assicurato la massima collaborazione alle autorità competenti per stabilire le cause di quanto accaduto". La Procura di Asti indaga sul tragico episodio.
Ste.Cin.