Maria Elia, fu morte naturale. In aula la relazione dei periti

Il lavoro dei tecnici incaricati dal giudice sarà al centro dell’udienza di mercoledì. I consulenti: "Non si ravvisano comportamenti censurabili nell’operato dei sanitari".

Quella di Maria Elia, 17 anni, fu una morte naturale. Non ci furono errori nel trattamento delle patologie che la portarono a presentarsi al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia e al successivo ricovero nel reparto di Terapia intensiva, tra il 25 e il 26 marzo del 2022. Lo sostengono, nella loro relazione, i professori Vittorio Faneschi e Monica Rocco, incaricati dal giudice Natalia Giubilei, di eseguire una nuova consulenza nell’ambito del procedimento per la morte della giovane, per il quale in cinque sono indagati. Maria, come accertato, è morta per lo shock settico "severo" provocato da "infezione polmonare da H1N1 con sovra infezione batterica da Stafilococco Aureus. L’infezione determinava una gravissima polmonite". Il quadro era vorticosamente precipitato nell’arco di poche ore, fino a provocarne la morte. Tra i quesiti sottoposti ai consulenti dal giudice quello di determinare se l’utilizzo dell’Ecmo, ovvero dell’ossigenazione extracorporea del sangue, avrebbe potuto salvare Maria soprattutto se trattata nell’immediatezza. Sul punto anche i legali che assistono i familiari, gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, avevano focalizzato la loro opposizione alla originaria richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica. Per i consulenti, in base alla documentazione presa in esame, "non si ravvisano comportamenti censurabili nell’operato dei sanitari appartenenti al reparto della Rianimazione (…), i quali agivano nel rispetto delle Linee Guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali coeve all’epoca dei fatti". In base ai valori della ragazza, infatti, sottolineano i consulenti, i medici l’avevano sottoposta ad altri trattamenti, come previsto, trattando correttamente la Elia e sottoponendo la stessa a cicli alternati di supinazioni e pronazioni con risultati ottimali che, dunque, escludevano il ricorso al Vv Ecmo". Inoltre "la presenza di uno shock settico rendeva di fatto impossibile la gestione emodinamica della macchina extracorporea".

La relazione, depositata dai consulenti nei giorni scorsi, sarà al centro della prossima udienza davanti al gup di Perugia, questo mercoledì. La famiglia continua nella sua lotta per la verità sulla morte della 17enne. Proprio nei giorni scorsi è stata presentata ufficialmente l’associazione "La voce di Maria", voluta dalla famiglia per ricordare la ragazza e per sostenere chi si dovesse trovare in situazioni analoghe a quelle della famiglia Elia.