"Le città che siamo". Architetti protagonisti

Inediti racconti sul palco del Teatro degli Illuminati. Con il tributo a Italo Calvino. nel centenario della nascita.

"Le città che siamo". Architetti protagonisti

"Le città che siamo". Architetti protagonisti

CITTA’ DI CASTELLO – Uno straordinario tributo a Italo Calvino nel centenario della nascita attraverso un racconto in chiave di spettacolo che ha portato emozioni intense al Teatro degli Illuminati, grazie all’iniziativa della Libera Associazione "Architetti nell’AltoTevere" lo scorso fine settimana. "Le città che siamo" è riuscito a rappresentare in modo eclettico un ideale viaggio nelle città invisibili del grande autore novecentesco "per approfondire il senso della città intesa come immaginario desiderato, agglomerato urbano del passato e il legame con quello odierno". Un gioco intellettuale che ha preso spunto dai dialoghi tra Marco Polo e Kublai Kahn scritti da Calvino e dalle città idealizzate, non a caso con mitologici nomi di donna; il tutto attraverso tre elementi simbolici quali la luna, lo skyline e la finestra. Le letture di Enrico Paci e Valentina Martinelli e le musiche di Michele Mandrelli si sono alternate alle riflessioni del professor Fausto Carmelo Nigrelli e dall’architetto-scrittore Matteo Pericoli (protagonista pure del laboratorio di architettura letteraria svoltosi in biblioteca). Interessanti riflessioni sul senso delle città e del viverci dentro sono state offerte dall’associazione con gli interventi di Lucia Fiorucci e Lucia Masi che hanno suggerito e auspicato "un coinvolgimento diretto nell’ottica progettuale di uno sviluppo urbanistico sostenibile sotto il profilo sociale, ambientale e culturale". Le coreografie curate da Diamante Danza (con le scelte artistiche di Cristina Goracci) per gli intermezzi sul filo dei temi trattati tra stati d’animo, sentimenti, emozioni, talora in rapporto conflittuale. Un evento ben riuscito che potrebbe essere replicato in altri palcoscenici. Nel foyer del teatro infine era stata allestita la mostra "Sguardi dalla finestra- prospettive insolite di architetture vuote", contest fotografico realizzato durante il lockdown.