CRISTIANA MARIANI
Cronaca

La nuova vita di Martina Nasoni: "Grazie a chi ha donato il suo cuore"

La vincitrice del Grande Fratello dall’ospedale di Bergamo dopo il trapianto. "Abbraccio medici e infermieri"

Martina Nasoni, dal suo profilo social

Martina Nasoni, dal suo profilo social

Non era solo un intervento. Ha ragione Martina Nasoni, vincitrice del Grande Fratello 2019: quello che ha affrontato e superato brillantemente, anche grazie ai medici e al personale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non era un semplice intervento. La giovane ternana che ha ispirato la canzone ‘La ragazza con il cuore di latta’ – proprio a causa della cardiomiopatia di cui lei soffriva – di Irama ha oggi un cuore nuovo e può finalmente pensare a una nuova vita. Ad annunciarlo è proprio lei con una foto su Instagram che la ritrae pochi giorni dopo l’intervento di trapianto cardiaco.

"In questi giorni sto toccando con mano la fragilità e la forza della vita. I medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che hanno guidato questo viaggio. Donne e uomini che, con mani esperte e cuori immensi, hanno reso possibile il miracolo – ha scritto Martina Nasoni -. Non era solo un intervento, era un confine tra la vita e la morte, e loro lo hanno attraversato con me, guidandomi dall’oscurità verso la rinascita, con professionalità, estrema umanità e sorrisi rincuoranti" "Voglio ringraziare – aggiunge Martina - gli infermieri come Federica, Alice e Davide che, turno dopo turno, stanno vegliando su ogni mio respiro, asciugando paure, traducendo silenzi, facendo gesti e attenzioni che vanno oltre il dovere. Io a tutti voi devo la mia rinascita. Grazie a chi mi ha scritto, pregato e pensato: il vostro bene mi sta tenendo stretta in questi momenti così ancora difficili da superare".

"Il grazie più grande va a chi ha donato il cuore – conclude poi Martina Nasoni -. Non conosco il tuo nome ma porto la tua storia dentro me. Il tuo addio è diventato il mio inizio: una morte che ha acceso una vita. Prometto di onorare questo dono e vivrò di gratitudine, cura e rispetto. Donare gli organi - ha aggiunto – è il gesto più alto, più puro e più generoso che un essere umano possa compiere. E’ decidere che dal proprio dolore possa nascere la speranza. E’ scrivere futuro anche quando il proprio si interrompe".