"La bimba ha giocato con me". Le parole dell’orco al giudice. Il legale: "Deve essere curato"

Il gip ha ascoltato il 33enne accusato di aver violentato una turista di 6 anni nel campeggio dove faceva l’animatore nonostante il divieto di avvicinare i più piccoli.

"La bimba ha giocato con me". Le parole dell’orco al giudice. Il legale: "Deve essere curato"

"La bimba ha giocato con me". Le parole dell’orco al giudice. Il legale: "Deve essere curato"

"Mi ricordo che volevo stare da solo ma una bimba mi ha seguito. Mi sono accorto che la bimba è entrata nel bungalow e ha giocato con me". Poi c’è il vuoto - il buio dei "non ricordo" - ripetuti a raffica alle domande che scavano in quel pomeriggio dei primi di agosto: quando una turista di appena sei anni, sconvolta, è corsa dal suo papà dicendo che l’animatore del campeggio si era spogliato nudo davanti a lei e si era spinto fino a violarla. Il 33enne originario di Jesi, arrestato (ai domiciliari) per i reati di violenza sessuale su minore e detenzione di materiale pedopornografico, ieri mattina è arrivato al Tribunale di Perugia per essere sentito dal gip Piercarlo Frabotta. Un’ora circa di interrogatorio assistito dall’avvocato Stefano Migliorelli, lo stesso legale che conosce bene la sua storia, "parliamo di un bambino nel corpo di un uomo che fin dall’adolescenza ha mostrato attenzione per i più piccoli – spiega a La Nazione – Vive nel suo mondo. Ha bisogno di essere curato. Il padre, ex carabiniere, nel corso dell’estate lo aveva seguito accertandosi che fosse veramente arrivato in Umbria, come aveva detto alla famiglia, per sopportare il caldo. Ma non avevano idea che avesse chiesto un lavoro". Eppure, l’indagato era già gravato da una misura restrittiva che gli impediva di avvicinarsi ai bambi e nessuno lo ha fatto presente e gli ignari gestori del campeggio gli hanno pure dato un lavoro. Tre settimane circa, questo il tempo che G.P. è rimasto nella struttura, occupandosi sia dell’intrattenimento che di altre attività. Fino a quando è riemersa quella che il giudice ha definito "attrazione incontrollabile nei confronti di bambini piccoli". Quando è scattato l’allarme i carabinieri di Magione, gli hanno trovato nel telefono anche centinaia di immagini pedopornografiche e con gli accertamenti tecnici anche le tracce biologiche trovate sugli indumenti della piccola hanno portato dritte verso il sospettato. Mentre le indagini in Umbria procedevano spedite da parte dei militari guidati del capitano Luca Battistella coordinati dal pm Mario Formisano, ad Ancona (tre settimane fa) è arrivata per G.P. la condanna in primo grado per abusi sessuali su una bambina di sette anni a cui impartiva lezioni di musica. Alla domanda del giudice su come definirebbe il suo rapporto con i bambini, l’animatore avrebbe risposto "un rapporto professionale, tengo al loro divertimento, non sarei mai andato oltre", come conferma l’avvocato Migliorelli "nella sua mente ritiene di essere qualificato ha una laurea specifica, e dice spesso che allontanarlo dai bambini è un’ingiustizia. Parliamo di un disagio mentale riconosciuto". Eppure era riuscito ad ottenere un lavoro come animatore di bambini.