La battaglia della sanità. Esternalizzazione del 118. Il no di medici e infermieri

Il personale del pronto soccorso dell’ospedale di Gubbio-GualdoTadino scrive una lettera alla presidente Tesei: "Un ulteriore impoverimento".

Anche il personale del pronto soccorso dell’ospedale comprensoriale di Gubbio- Gualdo Tadino, una cinquantina di unità tra medici, infermieri ed autisti ha preso posizione contro la esternalizzazione del 118 decisa di recente dalla Regione dell’Umbria a favore di una Associazione temporanea di scopo (Ats).

Dopo una riunione svoltasi a Perugia con le segreterie regionali di Cgil e Uil, ha riepilogato le sue profonde preoccupazioni, che sono proprie di tutti i presidi dell’Usl 1, in una lettera inviata alla presidente della Regione Donatella Tesei, all’assessore regionale per la tutela e la promozione della salute Luca Coletto, al direttore generale dell’Usl Umbria 1 Nicola Nardella, ai sindaci dei comuni di Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Valfabbrica. "I sottoscritti – si legge della lettera, nel contesto di una attenta analisi della vicenda – infermieri, medici, autisti soccorritori chiedono una sostanziale riflessione ed impegno istituzionale sui temi richiamati (“sistema di soccorso territoriale 118” ndc) con l’unico scopo” di “mantenere la fiducia dei cittadini verso il sistema di soccorso territoriale e più ampiamente verso il sistema sanitario regionale".

"Condividendo – si legge nella conclusione – le posizioni già espresse dalle organizzazioni sindacali si chiede la revoca della delibera n. 1173 del 29.09.2023 e l’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga le organizzazioni sindacali, la Ulsumbria 1". Nella missiva si contesta la decisione adottata anche sotto il profilo strettamente economico perché "da questa scelta – secondo i firmatari – deriverebbe un ulteriore impoverimento e la perdita della professionalità degli autisti-soccorritori aziendali, componenti qualificati del team di soccorso".

Scenari negativi si paventano se lo stesso atteggiamento "proseguisse verso il mancato rinnovo dei contratti di lavoro precari a scadenza il 31 dicembre di quest’anno che ad oggi coinvolgono ben 11 unità di autista-soccorritore nell’ambito dell’intero territorio dell’Usl Umbria1". Si ricorda infine l’ottimo servizio garantito dal personale con spirito di sacrificio durante la pandemia "sopperendo spesso alle grandi difficoltà generate dalla malattie continue di quello contagiato".