I “grossisti“ della cocaina. Gang sgominata: 10 arresti

Maxi-blitz dei carabinieri di Terni contro lo spaccio diffuso di stupefacenti . Stoccavano la droga, purissima, in una base in strada del Cerqueto.

I “grossisti“ della cocaina. Gang sgominata: 10 arresti

I “grossisti“ della cocaina. Gang sgominata: 10 arresti

Dieci arrestati nell’ operazione antidroga dei carabinieri denominata “Cerqueto“, la zona dove la banda e il suo capo avevano fissato la base operativa. Un vorticoso giro di cocaina dai proventi di diverse decine di migliaia di euro mensili “giro d’affari“ di 150mila euro al mese, stupefacente dall’elevato grado di purezza spacciato in tutte le “piazze“ cittadine, comprese quelle della “movida“, ma anche nel Reatino e nello Spoletino. L’indagine è stata illustrata dai vertici dell’Arma, il comandante provinciale Antonio De Rosa e il maggiore a capo del reparto investigativo Marco Ruffini, alla presenza del procuratore Andrea Claudiani e del sostituto Marco Stramaglia che ha coordinato gli accertamenti investigativi. Intercettazioni ambientali e telefoniche, riprese video e appostamenti hanno ricostruito le modalità di approvvigionamento della cocaina e le modalità di spaccio, con la droga nascosta tra la vegetazione e spostata più volte prima di arrivare al consumatore finale. In manette ternani, albanesi e rumeni, una “internazionale“ dello spaccio che operava sul territorio almeno da un anno.

"I numerosi servizi di osservazione e pedinamento unitamente alle attività di natura tecnica di intercettazione telefonica e ambientale (anche a mezzo di “trojan” installati sui cellulari), hanno dato modo ai militari del nucleo investigativo – spiegano i carabinieri – di ricostruire numerosi episodi di detenzione di sostanza stupefacente e di successive cessioni. Sono stati monitorati numerosi trasporti di sostanza stupefacente, con ingenti quantitativi di cocaina che gli indagati riuscivano a far giungere nel circondario ternano, anche da fuori regione. Il giro d’affari comprovato dagli investigatori è risultato essere notevole, ossia dell’ordine mensile di diversi chilogrammi di cocaina".

"Il modus operandi del sodalizio criminale - continua l’Arma – prevedeva di utilizzare l’abitazione del soggetto principale come base di stoccaggio, occultamento, confezionamento e cessione della cocaina ai diretti “collaboratori”, i quali poi l’avrebbero venduta al dettaglio altrove. Talvolta, presso l’abitazione, il principale indagato incontrava anche i suoi clienti più fidati, ai quali cedeva direttamente lo stupefacente". L’indagine è partita dall’arresto di piccoli spacciatori, fino a ricostruire l’esatta dimensione del ’giro’.