Giovani e lavoro "Scelte consapevoli. L’orientamento strumento per decidere"

L'Italia è un paese che sta affrontando problemi come la mancanza di manodopera, l'aumento dei "neet" e le dimissioni volontarie. In occasione della presentazione del saggio "L'orientamento per il lavoro", esperti discutono di come affrontare questi problemi.

Giovani e lavoro "Scelte consapevoli. L’orientamento strumento per decidere"

Giovani e lavoro "Scelte consapevoli. L’orientamento strumento per decidere"

Aziende che cercano manodopera e non la trovano; crescita, anche anagrafica, dei cosiddetti “neet“ ossia di quei giovani che non lavorano e non studiano; numero delle dimissioni volontarie più che raddoppiato. Fenomeni che riguardano anche l’Umbria, messi a fuoco in occasione della presentazione in Provincia del saggio “L’orientamento per il lavoro“, firmato da Stefano Feligioni, 45 anni di esperienza in materia, intervallata dalla parentesi politica che lo ha visto assessore dell’ente di Piazza Italia. Ad apportare contributi al dibattito, moderato dalla giornalista de La Nazione Cristina Belvedere, il presidente dell’Auser e sindacalista di lungo corso in Cgil Manlio Mariotti, il direttore di Its Umbria Academy Nicola Modugno e il presidente del Consiglio comunale Nilo Arcudi. "Attraverso il lavoro, un individuo costruisce il suo percorso di vita - osserva Arcudi - Ma non sempre la strada è lineare. Necessario capire cosa non funziona, soprattutto nel percorso formativo". Ma prima bisogna “orientare“. Feligioni lo definisce un passaggio strategico. "L’orientamento per il lavoro - spiega - è quella attività che rende consapevole la persona in cerca di occupazione dei propri punti di forza e di debolezza, motivandola a scelte opportune anche in base alla richiesta del mercato". Di questo ne è convinto anche Modugno, ricordando che tra le mission delle Academy, come l’Its, c’è infatti anche l’orientamento per comprendere cosa piace e non piace. Intanto Mariotti nota che l’Italia è un paese che ha iperlegiferato sul mercato del lavoro rendendolo sempre più complicato. "Inutile mettere olio negli ingranaggi di questo mercato se non li innoviamo e soprattutto se non li adeguiamo ai cambiamenti del mercato stesso".

Silvia Angelici