Festival dei Due Mondi al rush finale. Baricco a Spoleto tra musica e mito

Il celebre scrittore da stasera a sabato al Caio Melisso con “La curiosa eredità di Orfeo“. Boom di debutti .

Festival dei Due Mondi al rush finale. Baricco a Spoleto tra musica e mito

Festival dei Due Mondi al rush finale. Baricco a Spoleto tra musica e mito

Tutto pronto per il terzo e ultimo week end del 67° Festival dei Due Mondi che culminerà con l’appuntamento più atteso, il concerto finale in Piazza Duomo, domenica alle 19.30 dove Barbara Hannigan ritrova i musicisti dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, nella veste di soprano e direttrice d’orchestra.

Ma già da stasera il Festival promette scintille con Alessandro Baricco che torna a Spoleto a raccontare la musica: dopo aver diretto lo scorso anno l’acclamato spettacolo “Tucidide. Atene contro Melo“, da oggi a sabato presenta in prima assoluta al Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi la sua ’Breve ed eretica Storia della Musica classica’ con “La curiosa eredità di Orfeo“ sul legame fra mitologia e musica che è al centro della programmazione di questa edizione dei Due Mondi. Stasera alle 20, domani alle 18, sabato alle 16 prenderà così vita la lectio magistralis di uno dei più versatili scrittori contemporanei in Italia, che parte dai Grecia del V secolo e arriva a Philipp Glass con una ricostruzione singolare che svela un modo di vedere le cose davvero sorprendente.

Quanto al resto del ricchissimo cartellone, debutta il nuovo spettacolo del regista umbro Liv Ferracchiati, che riporta nel presente il romanzo di Thomas Mann “La morte a Venezia“, dal domani (alle 20) a domenica a San Simone: in un’alternanza tra parole e danza si scontrano la vitalità, rappresentata da Tadzio e interpretata dalla ballerina Alice Raffaelli, e l’incapacità di vivere incarnata dallo scrittore Gustav von Aschenbach che in scena è lo stesso Ferracchiati. Domani e sabato al Teatrino delle 6 Luca Ronconi c’è “Romeo e Giulietta“ con regia di Paolo Costantini, ultimo capitolo della rassegna dell’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico con la supervisione di Antonio Latella.

Per la sezione danza il Festival presenta in prima italiana la nuova creazione di Wayne McGregor, pluripremiato coreografo inglese direttore della Biennale Danza e “coreografo residente” del Royal Ballet di Londra. Da domani (debutto alle 21.30) a domenica al Teatro Nuovo Menotti va in “Deepstaria“: sul confine tra reale e virtuale, lo spettacolo attinge alle più recenti tecnologie dell’intelligenza artificiale, della ricerca acustica e del calcolo spaziale. E ancora, sabato alle 21 debutta al Teatro Romano anche lo spettacolo “Takemehome“ del coreografo Dimitri Chamblas che si è ispirato alle lunghe ore notturne per le autostrade di Los Angeles.