Ex infermiera morta, indagato il figlio. La Procura valuta i reati di maltrattamento e abbandono

Atto dovuto anche in vista dell’autopsia che sarà eseguita oggi

Le indagini sono condotte dai carabinieri (foto Ansa)

Le indagini sono condotte dai carabinieri (foto Ansa)

Passignano sul Trasimeno (Perugia), 5 gennaio 2024 – È fissata per oggi l’autopsia di Giulia Spini, la donna di 79 anni il cui corpo senza vita è stato trovato nel primo pomeriggio di mercoledì dal figlio 59enne (C.F. le iniziali) che viveva con lei nell’appartamento di via del Giuoco a Passignano sul Trasimeno.

Sarà il medico legale Eleonora Mezzetti, incaricata dal sostituto procuratore Mara Pucci a valutare se sul cadavere della donna sono presenti lesioni compatibili con una caduta accidentale (che potrebbero averne causato il decesso) oppure precedenti segni di violenza. È questo il principale nodo da sciogliere per chiarire anche se la condotta del figlio in questa drammatica vicenda presenti, o meno, profili di rilevanza penale.

La ricostruzione da lui stesso fornita ai militari va approfondita e la Procura di Perugia che coordina le indagini dei carabinieri non sta escludendo nessuna possibilità, compresa quella di comportamenti omissivi da parte del 59enne con difficoltà di deambulazione e altri gravi problemi di salute, ragione per cui - atto dovuto ai fini difensivi - sarebbe già stato iscritto al registro degli indagati. Maltrattamenti o abbandono di incapace sono le ipotesi di reato con cui potrebbe essere stato aperto il fascicolo - la Procura al momento mantiene il più stretto riserbo in attesa di conoscere i risultati dell’autopsia - che si rivelerà determinante appunto anche per escludere l’ipotesi di reato di omicidio che al momento è considerata remota. Sul volto della donna sono stati trovati alcuni lividi che sarebbero tuttavia compatibili con le conseguenze di una caduta.

Dalle indagini è emerso che anche qualche giorno fa l’anziana era finita accidentalmente in terra, fatto confermato dalla vicina che era arrivata in soccorso perché il figlio non era riuscito da solo a risollevare la madre. E una ricostruzione simile l’uomo l’avrebbe fornita ai carabinieri al loro arrivo sul posto: di aver sentito la madre cadere e aver tentato di rialzarla e di non esserci riuscito, così le ha messo un cuscino sotto la testa per poi uscire di casa per sbrigare alcune commissioni. Trovandola poi già morta al suo ritorno. Ma le prime testimonianze rilasciate ai carabinieri hanno restituito un quadro di marginalità rispetto alla vita di quel piccolo nucleo familiare: liti anche frequenti, come quella per cui questa estate erano già stati chiamati ad intervenire i carabinieri e discussioni per questioni economiche o altri - spesso - anche futili motivi che per via delle grida spaventavano i vicini.