Caso Barbetti, bordate sul sindaco: "Chieda le scuse alla sua struttura"

I due autori del libro confermano la “censura“ alla consigliera dem che era stata invitata alla presentazione

"Le scuse il sindaco le chieda nella struttura che dirige. Noi ci siamo interfacciati col Comune sempre e solo attraverso la Bibliotecadei ragazzi". Non si placa la vicenda della “censura“ alla consigliera Pd, Rita Barbetti, alla quale è stato impedito di partecipare, perché esponente politico, alla presentazione di un libro sulla mitologia greca, che si doveva tenere in spazi comunali. A spiegare la propria versione dei fatti sono Anna Martellotti e Mirco Porzi, i due autori di “Le forbici di Atropo“, il testo la cui presentazione è finita nella bufera. "Le pubbliche scuse – dicono i due, rispondendo al sindaco Stefano Zuccarini che aveva chiesto il gesto – si porgono quando si è commesso un torto". Quindi i fatti che ripercorrono tutta la vicenda, dall’intenzione di promuovere il libro che ha vinto anche un premio internazionale, fino ai primi contatti con la Biblioteca comunale "che ha accolto la nostra richiesta con grande disponibilità". La scelta per uno dei relatori è ricaduta su Rita Barbetti, "conoscenza antica e stimata e docente di greco fino a qualche anno fa: competente, quindi, e per stima e amicizia anche ben lieta di accogliere l’invito. La politica fin qui non c’entrava nulla". Poi però il diniego: "Appreso per vie casuali il coinvolgimento della professoressa Barbetti, la Biblioteca ci ha informati telefonicamente della concessione della sala ma solo sotto la condizione di non far intervenire Rita Barbetti, per il suo noto ruolo passato e attuale nella politica cittadina. Si trattava di parlare di Ade, Persefone, Caronte, a distanza di mesi dalle prossime elezioni: il diktat ci è parso pertanto inaccettabile e a quel punto, a malincuore abbiamo preferito non assoggettarci e rinunciare piuttosto all’uso della sala". Un gesto che gli autori definiscono "forte" ma si augurano anche che la vicenda si chiuda presto.

Prende posizione anche il Pd comunale, che fa quadrato intorno alla consigliera Barbetti: "La reazione del sindaco conferma l’inadeguatezza di questa amministrazione. Invece di farsi carico di quanto successo, il sindaco invoca scuse che ovviamente non sono dovute. Il veto è venuto dalle sue strutture, così come altri dinieghi sono venuti nei mesi scorsi dalla sua amministrazione circa patrocini a manifestazioni civiche. C’è un modo per dimostrare che non ci sono preclusioni e insensati divieti: si concedano gli spazi comunali senza discriminazioni creando un clima di rispetto e serenità dentro il Comune e con la città". La vicenda è finita an che in Parlamento con un’interrogazione di Walter Verini (Pd).

Alessandro Orfei