Il dolore al funerale di Carlotta Martellini (Crocchioni)
Il dolore al funerale di Carlotta Martellini (Crocchioni)

Perugia, 1 agosto 2020 - Tante amiche e amici si sono alternati al microfono della chiesa di San Bartoloneo per ricordare Carlotta, citando sempre la sua risata contagiosa, capace di dare forza a tutti in ogni momento. "Nel 2014 mi scrivesti che saremmo rimaste insieme per sempre, a scuola, all'università e nella vecchiaia - ha detto Sofia -. In questi 15 anni di vita insieme ne abbiamo fatte di cotte e di crude. Non ti deluderò mai".

Un collega di danza della giovane ha parlato a nome del gruppo che Carlotta tanto amava, ricordando i tanti spettacoli, le risate e gli abbracci dietro le quinte. "Anche nei momenti seri non si riusciva a non ridere. Era semplicità, spontaneità e perfezione nelle sue imperfezioni. Ci ha lasciato tantissimo". Poi hanno parlato alcuni compagni di classe, la IV dell'istituto Giordano Bruno di Perugia. "La sua risata era vigorosa a coinvolgente, difficile non farli contagiare. Era solare, piena di vita, determinata".

Subito dopo ha preso il microfono un professore di Carlotta, "come docente ma anche come padre e uomo". "Ricevuta la notizia ho versato lacrime per parecchio tempo. Accanto a me alcuni mi chiedevano di chi fosse la colpa. No, non cercate colpe. Non ci sarà giustizia umana per saziare il dolore. Come lei potevano morire in parecchi, ma Dio ci insegna ad amare e lui solo può consolarci, lui che ha vissuto la perdita di un figlio innocente. E la colpa, sopratutto, non è dei genitori: non avete nessuna colpa, avete fatto tutto quello che fanno i genitori: cercare di rendere felici i figli. Carlotta avrebbe una sola parola per voi, l'unica che consola: grazie, grazie mamma, papà, sorella. Infine - ha proseguito il docente - grazie Carlotta di come sei stata figlia, sorella, nipote, amica, fidanzata. Eri brava e ammirata e sempre col sorriso aperto, in questa breve vita in cui ci sei stata anche tu il mondo è stato migliore".

Poi il professore ha intonato pochi versi di unafamosa casnzone di Francesco Guccini: "Voglio però ricordarti com'eri, voglio pensare che ancora mi ascolti, e come allora sorridi, e come allora sorridi". Alla fine della cerimonia ha parlato anche Eva, una delle ragazze che era insieme a Carlotta in vacanza a Mykonos. Vicino a lei le altre amiche del gruppo. "Pensavo che essere amici significasse essere indivisibili - ha esordito -. Eri bellissima, umile, genuina, sincera, il tuo sorriso e la tua risata erano la tua forza. I ricordi nessuno potrà cancellarli e sono il bene più prezioso. Forte, altruista, determinata. Priva di superbia. Essere umili rende le persone grandiose. Ti ricordiamo tutte per quello che sei: la nostra Carlottina".