REDAZIONE UMBRIA

’Amati Festival’. Sfida ai disturbi alimentari

Si tiene ad Todi il primo Amati Festival, dedicato alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari e alla prevenzione. Numerosi eventi e ospiti, tra cui l'attrice Vittoria Puccini. Un'iniziativa importante in concomitanza con la Giornata Mondiale d'azione sui Disturbi dell'Alimentazione.

’Amati Festival’. Sfida ai disturbi alimentari

TODI – Si svolge oggi e domani la prima edizione di Amati Festival, una due giorni che metterà al centro del dibattito pubblico il contrasto ai disturbi alimentari, sensibilizzando le giovani generazioni e promuovendo nuove attività di prevenzione. L’evento, organizzato dall’associazione "Mi Fido di Te", a cui verranno devoluti i proventi della raccolta fondi "Nutrire la Consapevolezza", dalla rete dei Centri DCA della Asl Umbria1 e dall’associazione Vega, vedrà lo svolgimento dei numerosi appuntamenti previsti dal charity event in diversi punti del centro storico, a partire dal Parco della Rocca. Il programma, che prevede una ventina di iniziative tra talk ed eventi musicali, è stato presentato in una conferenza pubblica nella Sala Affrescata del Museo-Pinacoteca alla presenza del vicesindaco Claudio Ranchicchio, della dottoressa Laura Dalla Ragione, fondatrice della rete per i disturbi del comportamento alimentare della Usl 1 dell’Umbria, del presidente dell’associazione Vega Alessandro Florio e della presidente dell’associazione "Mi fido di te" Mariella Venturi. Diversi i testimonial e gli ospiti del Festival, alcuni dei quali da sempre vicini al Centro di Palazzo Francisci. Tra questi, una su tutte, l’attrice Vittoria Puccini, che salirà sul palco insieme alle ragazze nell’ambito dello spettacolo "Le intermittenze del corpo" che si terrà oggi al Parco della Rocca. AMATI Festival si svolgerà in concomitanza con la Giornata Mondiale d’azione sui Disturbi dell’Alimentazione istituita nel 2015 allo scopo di approfondire la comprensione di questi disturbi come malattie gravi e curabili, unire attivisti, professionisti, genitori/tutori e malati per promuovere la conoscenza e la prevenzione di un fenomeno che solo in Italia affligge 3 milioni di persone.

S.F.